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Corso di storia dell'architettura: 46 I RAPPORTI TRA ARCHITETTURA E NATURA

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https://youtu.be/m0qxQhzE5mo Quali sono negli anni ottanta i rapporti tra architettura e natura? Molteplici ed esemplificarne alcuni contribuirà in parte a fare chiarezza. Ma prima una premessa. Gia’ la crisi energetica del ‘73 aveva dato il via ad una serie di riflessioni sul tema. Van der Ryn e Bunnell, in The Integral Urban House, invitano ad una biomorphic aesthetic fondata su forme naturali, per favorire il risparmio energetico. Forse si tratta di un'impostazione ancora ingenuamente naturalistica, ma con le prime concrete realizzazioni il discorso cambia. C’è un approccio possiamo dire semplificatorio. E’ quanto succede nel 1981 quando Maya Lin, una studentessa non ancora ventunenne, figlia di due intellettuali scappati dalla Cina di Mao Tze Tung, vince, con un progetto di alto valore paesaggistico, il concorso per la realizzazione del Vietnam Veterans Memorial nel Mall di Washington, vicino al Lincoln Memorial, al Washington Memorial ed al Campidoglio, cioe’ la sede del...

Corso di storia dell'architettura: 45 L'AFFERMAZIONE DELL'ARCHITETTURA HIGH TECH

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L'AFFERMAZIONE DELL'ARCHITETTURA HIGH TECH  Il Beaubourg di Parigi di Piano & Rogers.    https://youtu.be/pad4DyoTtQo Negli anni del postmoderno, parallelamente ad esso, prende piede una nuova tendenza architettonica legata alla ipertecnologizzazione. I primi sentori si hanno nel 1975 quando  Foster  inaugura a Ipswich la sede della  Willis Faber & Duams , un palazzo per uffici caratterizzato da una facciata fatta di un'unica superficie specchiante curvilinea che riflette l'ambiente urbano nel quale è collocato. L'interno e’ un  continuum climatico , altamente tecnologizzato, suddivisibile a piacimento grazie a slot flessibili e modificabili. Nel 1976 ecco il  Sainsbury Centre for Visual Arts , un contenitore di disarmante semplicità, suddiviso da sottili pannelli mobili. E’ un omaggio alle ricerche degli  Archigram  e di  Fuller  dei quali Foster è un estimatore. Se paragoniamo questi edifici con le contemporanee ricer...

Corso di storia dell'architettura: 44 HIGH TECH

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https://youtu.be/_jOZmv7NPRg L'high-tech (dall'espressione generica high-tech, "alta tecnologia") è uno stile architettonico sviluppatosi negli anni settanta. Prese il suo nome da High-Tech: The Industrial Style and Source Book for The Home, un libro pubblicato nel 1978 da Joan Kron e Suzanne Slesin. Il libro così come lo stile si avvalse pesantemente di materiali industriali come coperture di pavimento di fabbrica. Un altro termine per identificare questo stile è tardo modernismo, infatti, inizialmente l'architettura High Tech sembrò una rivisitazione del Modernismo; uno sviluppo delle idee precedenti supportate da una maggiore innovazione nei supporti tecnologici. Questo periodo fa da ponte tra il Modernismo e il Postmodernismo; si insinua in uno di quei periodi grigi come ogni volta che finisce un periodo e ne inizia un altro. Nasce negli anni settanta come alternativa al Movimento Moderno per chi pensava che tale movimento avesse perso di originalità e dinamic...

Corso di storia dell'architettura: 43 Brutalismo

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Il Brutalismo: materia, etica e linguaggio nell’architettura del secondo Novecento Il Brutalismo nasce negli anni Cinquanta del Novecento in Inghilterra, in un momento in cui il Movimento Moderno appariva già avviato verso la propria trasformazione. Non si trattò mai di un movimento unitario, con manifesti e scuole codificate, ma di una sensibilità progettuale, un atteggiamento estetico ed etico che puntava a riportare l’architettura a una dimensione di crudezza e sincerità costruttiva. Il termine stesso deriva dal béton brut di Le Corbusier , il “cemento grezzo” che caratterizza l’ Unité d’Habitation di Marsiglia (1950), icona dell’abitare collettivo nel dopoguerra. Celebre resta la frase corbusieriana del 1923 – «L’architecture, c’est, avec des matières brutes, établir des rapports émouvants» – che sottolinea come il materiale non sia un semplice mezzo tecnico, ma un veicolo di emozione, di linguaggio. Il cemento, lasciato a vista, non più rivestito né addomesticato, diventa ...

Corso di storia dell'architettura: 42 Razionalismo italiano

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Il Razionalismo Italiano: Contesto Storico e Ideale Il Razionalismo italiano è una corrente architettonica sviluppatasi negli anni Venti e Trenta del XX secolo, in stretta connessione con il Movimento Moderno internazionale . Si fonda su principi funzionalisti e prosegue, in varie forme e frange, fino agli anni Settanta. Le radici ideali del razionalismo affondano nella Romanità vitruviana , nelle teorie rinascimentali di Leon Battista Alberti e nelle esperienze illuministiche di Gottfried Semper. Questo intreccio tra classicità, rigore proporzionale e razionalismo costruttivo fornisce al movimento italiano una forte identità, distinta pur nelle affinità con le correnti europee contemporanee. Gruppo 7 e la nascita del MIAR Nel 1926 , un gruppo di giovani architetti provenienti dal Politecnico di Milano – Luigi Figini, Gino Pollini, Guido Frette, Sebastiano Larco Silva, Carlo Enrico Rava, Giuseppe Terragni e Ubaldo Castagnoli (sostituito l’anno dopo da Adalberto Libera) – fondò il Gru...

Corso di storia dell'architettura: 41 Neorealismo architettonico

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  Neorealismo architettonico: genealogia, linguaggi, opere, eredità Il Neorealismo architettonico nasce in Italia nel secondo dopoguerra come risposta critica tanto al monumentalismo classicizzante del ventennio quanto alle più rigide ortodossie del Movimento Moderno . Non è un “ritorno al passato”, ma un tentativo di rifondare il progetto sulla realtà concreta: condizioni abitative, mestieri, materiali disponibili, forme dell’abitare sedimentate nei borghi. In questo senso si riallaccia al più ampio clima culturale neorealista – in primis cinematografico – che privilegia la vita quotidiana, i luoghi comuni, i margini. Il riferimento al Razionalismo rimane, ma viene temperato: alla standardizzazione e alla serialità cieca si sostituiscono la scala umana , la varietà tipologica , l’attenzione agli spazi intermedi (cortili, slarghi, ballatoi, logge), agli usi sociali e alle culture costruttive locali . Cornice storica e istituzionale: dal Piano INA-Casa alla città “di quartieri”...

Corso di storia dell'architettura: 40 International Style

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  International Style e Movimento Moderno negli Stati Uniti (1930-1950) 1. La mostra di Philip Johnson al MoMA (1932) Nel 1932 , Philip Johnson organizza al Museum of Modern Art (MoMA) di New York una esposizione che sancisce una svolta epocale per l’architettura moderna negli Stati Uniti. La mostra raccoglie edifici realizzati tra il 1922 e il 1932 e si accompagna a un catalogo scritto dallo stesso Johnson insieme a Henry Russell Hitchcock , intitolato International Style . Johnson e Hitchcock codificano e promuovono un intero movimento, definendo edifici e architetti come appartenenti a un codice stilistico unitario. L’ International Style si caratterizza per la trascendenza delle identità regionali e nazionali , diventando un linguaggio globale dell’architettura moderna. Principi fondanti Architettura come volume: gli edifici sono concepiti come spazi definiti da piani sottili e superfici, opponendosi alla percezione tradizionale della massa e della solidità. Com...