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COSTRUIRE UNA CASA SENZA COSTRUTTORI?

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  COSTRUIRE UNA CASA SENZA COSTRUTTORI? Robot, droni e intelligenza artificiale: SWIFT-BUILD prova a reinventare il cantiere partendo dal tetto Siamo abituati da millenni a costruire gli edifici nello stesso verso: dal basso verso l'alto. Prima le fondazioni, poi la struttura del piano terreno, quindi i piani successivi e infine il tetto. Sono cambiati radicalmente i materiali, le macchine, le tecniche di calcolo e le dimensioni delle costruzioni, ma la logica fondamentale del cantiere è rimasta sorprendentemente stabile: più l'edificio cresce, più il lavoro si allontana dal terreno. Un nuovo progetto europeo di ricerca propone di rovesciare letteralmente questa logica. Si chiama SWIFT-BUILD, Swarm-based Inverted Fabrication for Timber Buildings, ed è un programma triennale finanziato dall'European Innovation Council nell'ambito di Horizon Europe con quasi quattro milioni di euro. Il coordinamento è affidato alla University of Bristol e Foster + Partners partecipa come ...

STAMPARE LA CITTÀ: LA COSTRUZIONE ADDITIVA DI EDIFICI CON SISTEMI 3D DI GRANDE FORMATO

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STAMPARE LA CITTÀ: LA COSTRUZIONE ADDITIVA DI EDIFICI CON SISTEMI 3D DI GRANDE FORMATOre città Dalla prototipazione alla scala edilizia Per molti anni la stampa 3D è stata associata alla produzione di prototipi, componenti meccanici e oggetti di dimensioni relativamente contenute. Il passaggio dalla scrivania al cantiere ha però cambiato radicalmente la scala del problema. Oggi sistemi robotizzati di grande formato sono in grado di depositare materiali cementizi secondo traiettorie controllate digitalmente, realizzando pareti e componenti edilizi direttamente a partire da un modello informatico. Parlare di «case stampate in 3D» è tuttavia una semplificazione giornalistica. Nella maggior parte delle applicazioni attuali non viene stampato l'intero edificio, ma una parte del sistema costruttivo, generalmente le pareti o altri elementi strutturali e non strutturali. Fondazioni, armature, solai, coperture, serramenti, impianti e finiture continuano a richiedere tecnologie convenzionali...

Corso di storia dell'architettura: Burnham 1846

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Burnham (1846) Daniel Hudson Burnham tra pragmatismo costruttivo e utopia urbanistica Daniel Hudson Burnham (Henderson, 4 settembre 1846 – Heidelberg, 1º giugno 1912) occupa una posizione centrale e al tempo stesso ambivalente nella storia dell’architettura americana. Figura complessa, capace di conciliare competenze tecniche, abilità manageriali e visioni urbanistiche di ampio respiro, fu al crocevia di due grandi momenti: la sperimentazione strutturale che caratterizzò la Scuola di Chicago e il successivo orientamento verso un classicismo monumentale che trovò compimento nel movimento del City Beautiful . 1. La formazione e il sodalizio con John Wellborn Root Burnham fu inizialmente istruito da William Le Baron Jenney, considerato l’inventore del grattacielo per l’introduzione della struttura portante in acciaio. Tuttavia, le sue qualità non risiedevano tanto nell’innovazione tecnica, quanto nella capacità di coordinare, gestire e dare concretezza a progetti complessi. In questo...

Corso di storia dell'architettura: Holabird 1854

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  Holabird (1854) Holabird (1854) un protagonista della Scuola di Chicago Formazione e primi anni William Holabird (Amenia, NY, 1854 – Evanston, IL, 1923) lasciò West Point nel 1875 e si trasferì a Chicago, dove lavorò come disegnatore nello studio di William Le Baron Jenney, il “padre del grattacielo”. Nel 1880 avviò la pratica con O.C. Simonds; nel 1881 si unì Martin Roche e dal 1883 lo studio operò come Holabird & Roche . Questa genealogia professionale — Jenney → Holabird & Roche — colloca Holabird nel cuore dell’officina tecnica che trasformò la costruzione in altezza in un’impresa industriale moderna. Lo studio e l’“etica del mestiere” Holabird & Roche fu tra gli studi più prolifici del Loop: rigoroso controllo dei costi, adesione alle esigenze dei committenti e una poetica della funzionalità. La critica storica ha spesso letto questa impostazione come “professionale” più che “artistica”, contrapponendola alle ambizioni espressive di Root o Sullivan; ciononost...