giovedì 5 febbraio 2026

Corso di storia dell'architettura: Moss 1943

Moss 1943















L'architetto Eric Owen Moss è nato nel 1943 nella città di Los Angeles, in California. Ha studiato ad Harvard e Berkeley. Nel 1973 ha aperto il suo studio professionale a Los Angeles. All’attività di architetto ha affiancato quella dell’insegnamento a Yale e Harvard, a Copenaghen, a Vienna oltre che a SCI-Arc, dove insegna dal 1974, ricoprendo, attualmente, il ruolo Board of Directors. L’opera di Moss si pone al centro dell'attenzione internazionale a seguito del suo intervento nella città di Culver, un'area industriale collocata a sud-ovest di Los Angeles che, negli ultimi anni, sta vivendo una generale ristrutturazione. Incoraggiato dal patronato visionario degli imprenditori edili Frederick e Laurie Samitaur Smith, Eric Owen Moss ha iniziato a trasformare un ambiente urbano degradato in uno dei centri più attraenti dell’inizio millennio per le aziende della new economy del bacino di Los Angeles. Culver City, un tempo sede dell’industria leggera e dell’industria manifatturiera della difesa statunitense, ha visto cambiare il proprio volto dall’azione di Moss che ha operato un’enorme quantità di interventi di trasformazione di vecchi magazzini industriali in complessi di uffici ed abitazioni. Il primo risultato è il Samitaur Complex, del 1992, un imponente edificio per uffici che ha segnato il punto di partenza del grande progetto di pianificazione urbana redatto da Moss nel 1991 per rivitalizzare la zona industriale di Culver City. La metodologia progettuale di Moss si manifesta in un atteggiamento del tutto nuovo per la cultura architettonica americana nei confronti delle preesistenze. Sulle vecchie strutture, memoria di un passato produttivo, vengono calate nuove forme a determinare effetti scultorei come nel Pittard Sullivan Office Building o a creare un’esplosione di tensioni strutturali come nel "Green Umbrella". Le particolarità formali di questi interventi si connotano come una serie di eventi architettonici che ospitano le nuove funzioni contemporanee. L’azione di Moss assume un ruolo importantissimo nel riattivare la città di Culver e, su una più grande scala, serve come modello per il recupero urbano su scala nazionale. Il suo lavoro è stato esposto recentemente a Duren (Germania), a Barcellona, a Tokyo, a Glasgow, a Copenhagen. Nel 1996 è stato uno dei quattro architetti americani invitato a rappresentare gli U.S.A. alla Biennale di Venezia. Una seconda monografia edita da Rizzoli "Eric Owen Moss: Buildings and Projects 2" è stata pubblicata nel 1995, insieme a "The Box" pubblicata da Princeton Architectural Press nel 1996. Il suo libro più recente Gnostic architecture (Monacelli Press) è un vero e proprio manifesto della sua teoria del design. Di prossima pubblicazione 10 years and the new City (Phaidon press) e Building and project 3 (Rizzoli).Ha vinto numerosi premi, fra cui il Premio per l’Architettura dell’American Academy of Arts and Letters nel 1999. Ha realizzato le sue architetture a Vienna, in Spagna, in Inghilterra, a New York e soprattutto a Culver City a Los Angeles. I nuovi progetti includono: le torri a Los Angeles, un centro multifunzionale a Londra e complessi residenziali a Hollywood e Calabasas. Sede aziendale Umbrella - Culver City, California, 20

Corso di storia dell'architettura: Botta 1943

Botta 1943

https://youtu.be/KbbAyjrCu4s?si=-0N5R3ODkkmFcKpw
















 


Mario Botta (1943) architetto svizzero, ma laureato all'Istituto Universitario di Architettura IUAV di Venezia è una delle figure più importanti dell'architettura contemporanea. La sua architettura è stata molto influenzata da Le Corbusier (con il quale collaborò alla progettazione del nuovo ospedale di Venezia) e Louis Kahn (con cui allestì la mostra dedicata al progetto per il nuovo Palazzo dei congressi di Venezia) tuttavia ha saputo emanciparsi da essi sino a risultare assai personale. Accanto alla sua opera di architetto Botta ha avuto una vasta esperienza di insegnamento presso il Politecnico di Losanna, la Yale School of Architecture a New Haven e l’Accademia di Architettura di Mendrisio (sua città natale), di cui è stato ideatore e fondatore ed attualmente ne è professore e direttore.
Tra i riconoscimenti alla carriera sono da ricordare il Premio Europeo per la Cultura ricevuto nel 1995, il Merit Award for Excellence in Design by the AIA nel 1996, e la Legione d'Onore della Repubblica Francese nel 1999.
La sua è un'architettura concepita come arte di fondersi in maniera armoniosa con la natura, le culture e le storie dei territori, ma anche come testimone concreta dei vissuti storici e delle aspirazioni umane. Risulta caratterizzata da un notevole pragmatismo e dalla creazione di uno spazio architettonico forte e geometrico, volumi puri tagliati e traforati da grandi spaccature, forme cilindriche ed ellittiche si affiancano a impianti rettangolari, archi rampanti o a tutto sesto si contrappongono a volumi squadrati e a pietre impilate, superfici oblique sovrastano perimetri a base rettangolare, coperture voltate fanno da contrappunto a murature traforate e colonnati. Spesso i suoi edifici sono rivestiti di mattoni in cotto, di pietra grigia di Riveo, di marmo bianco di Peccia, di pietra rossa di Verona, edificati con un attento disegno del particolare architettonico, capaci di creare effetti chiaroscurali e cromatici di suggestivo impatto visivo.

 

  

  

  

Il progetto dell'architetto Mario Botta prevede una riqualifica del quartiere dove si trovano attualmente le rovine delle terme medievali di Baden. baden.ch Grazie alle sue sorgenti, Baden è stata una delle stazioni termali più importanti d’Europa. Oggi non è altro che una piccola cittadina nel canton Argovia. Un mega progetto promosso dall’architetto svizzero Mario Botta, che include una clinica di riabilitazione, potrebbe dare nuovo lustro alla regione. Tuttavia, i bagni della Roma antica e del Medioevo dovrebbero cedere il loro posto. Ed è polemica.Chi passeggia nell’accogliente Baden, nei pressi di Zurigo, fatica probabilmente a immaginare che durante il Medioevo e il Rinascimento questa cittadina è stata il centro di cura più importante d’Europa. Soprattutto se attraversa l’antico quartiere termale, oggi più che mai addormentato. Eppure non è sempre stato così. Già nel primo secolo avanti Cristo, i romani avevano costruito le prime terme vicino alla sorgente, dalla quale sgorga acqua calda e sulfurea. Il complesso si estendeva su una superficie di due ettari e comprendeva diverse vasche per bagni d’acqua e di vapore. Nel Medioevo, i bagni sono stati ulteriormente ampliati. Appartenenti ai conti d’Asburgo, ospitavano re e nobili di tutta Europa. E durante la Belle Epoque gli alberghi mondani attiravano gente da tutto il mondo venuta a Baden per rimettersi in formaLa Prima guerra mondiale ha messo fine a questo periodo florido. La vera crisi è però scoppiata negli anni Ottanta, quando le assicurazioni malattia hanno iniziato a non più rimborsare le cure termali. Gli alberghi di lusso hanno chiuso i battenti e gli stabili hanno cominciato ad andare in rovina. Così nel 2012 le terme sono state chiuse al pubblico, perché non corrispondevano più alle esigenze moderne. “Un centro termale funzionale e al passo coi tempi è atteso da tempo”, afferma l’architetto Raphael Frei, che nel 1999 col suo team pool Architekten ha concepito un progetto di sviluppo del quartiere termale, nell’ambito di un mandato di studio della città di Baden. Di fatto sono numerosi i progetti naufragati. Autorità, politici e investitori discutono da tempo sullo stile, la superficie e i costi del nuovo complesso, ma ora sembra che le cose si stiano muovendo. Investitori privati hanno chiesto all’architetto ticinese Mario Botta di rimodellare il sito: tre alberghi storici – vuoti da oltre trent’anni – saranno in parte demoliti e trasformati in un clinica di riabilitazione. Al contempo saranno installati dei bagni pubblici, con la possibilità di tuffarsi nel fiume, delle saune e degli hammam. I lavori cominceranno quest’anno e dovrebbero concludersi nel 2018.

mercoledì 4 febbraio 2026

Corso di storia dell'architettura: Zumthor 1943

Zumthor 1943

 







Peter Zumthor (Basilea, 26 aprile 1943) è un architetto, restauratore e accademico svizzero.
Figlio di un ebanista, Zumthor imparò falegnameria fin da piccolo. Negli anni sessanta ha studiato al Pratt Institute di New York. Zumthor ha lavorato a molti progetti di restauro storici, che gli hanno permesso di conoscere più a fondo le relazioni tra i vari materiali. I suoi edifici esplorano le qualità tattili e sensoriali di spazi e materiali, pur mantenendo una sensazione minimalista.
Tra i vari riconoscimenti internazionali conseguiti, Zumthor ha ricevuto nel 1989 la medaglia d’oro Heinrich Tessenow dalla Heinrich-Tessenow-Gesellschaft e.V. (Alfred Toepfer Stiftung F.V.S.), nel 1996 la Thomas Jefferson Medal in Architecture, nel 1998 il Carlsberg Architecture Prize per il progetto del museo di Bregenz (Austria) e per i bagni termali a Vals nel Canton Grigioni (Svizzera). Prima di essere insignito nel 2009 del Premio Pritzker, ha anche ricevuto nel 2008 il Premio Imperiale dall'imperatore del Giappone.
Ha insegnato al "Southern California Institute of Architecture" di Los Angeles, alla "Technische Universität" di Monaco, alla "Harvard Graduate School of Design" e all'"Accademia di Architettura" di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana)[2].
La sua architettura si caratterizza per la qualità materica delle superfici, la ricerca di una definizione quasi artigianale delle stesse e la massività, oltre che per la predilezione per l'uso di materiali naturali lasciati a vista. Grande importanza viene assegnata dall'architetto al ruolo della luce. Spesso, più o meno propriamente, è stato usato il termine minimalista in riferimento all'architettura di Zumthor. Il suo lavoro scritto pubblicato è principalmente di tipo narrativo e fenomenologico. Attualmente lavora con il suo atelier, Architeckturbüro Peter Zumthor, fondato nel 1979 a Haldenstein[3].
Principali realizzazioni
1985-1986 Coperture per gli scavi archeologici romani di Coira, Svizzera
1985-1986 Studio Zumthor, Haldenstein
1985-1988 Cappella di San Benedetg a Sumvitg, Svizzera VIDEO
1989-1993 Residenza per gli anziani a Coira-Masans, Svizzera
1986-1996 Bagni termali di Vals, Svizzera
1989-1997 Kunsthaus di Bregenz Disegni e foto
1990-1994 Casa Gugalun a Safiental Pianta1 Pianta2
1989-1996 Quartiere residenziale Spittelhof, Biel-Benken, Baselland, Svizzera
1997-2000 Padiglione della Svizzera all'Expo 2000 ad Hannover, Germania
2001-2007 Museo diocesano Kolumba a Colonia, Germania (1997, concorso di idee)
2007 Cappella di San Nicola de Flue a Hof Scheidtweiler, Mechernich, Germania Bruder Klaus Kapel Gallery Galleria fotografica 2

martedì 3 febbraio 2026

Corso di storia dell'architettura: Carmassi 1943

Carmassi 1943










Massimo Carmassi (San Giuliano Terme, 5 giugno 1943) è un architetto italiano. Massimo Carmassi si è laureato presso la Facoltà di Architettura di Firenze nel 1970. Ha fondato l'Ufficio Progetti della città di Pisa nel 1974, che ha poi diretto sino al 1990. È stato dal 1981 al 1985 presidente dell'Ordine degli Architetti di Pisa e Provincia. Tra i vari riconoscimenti ha ricevuto, nel 1993, la Medaglia Heinrich Tessenow dalla Heinrich-Tessenow-Gesellschaft e.V. (Alfred Toepfer Stiftung F.V.S.) e nel 2015, la Medaglia d'oro all'architettura italiana. È stato inoltre nominato Accademico ordinario nella classe di Architettura dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e Accademico di San Luca. È membro dell'Internationale Bauakademie Berlin e Honorary Fellow dell'American Institute of Architects. Il suo lavoro si svolge sia nel settore del restauro che in quello della nuova architettura e della progettazione urbana. È stato per molti anni Professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e ha precedentemente insegnato “Progettazione Architettonica” presso le Facoltà di Architettura di Ferrara, Genova, Torino, Reggio Calabria, all'Accademia di Architettura di Mendrisio (Università della Svizzera Italiana), presso la Hochschule der Kunst di Berlino e la Syracuse University di New York.  “Di fatto le architetture antiche si presentano ai nostri occhi come la somma degli infiniti interventi di generazioni di committenti, abitanti, architetti; si tratta di architetture figlie di molti autori, spesso sconosciuti. Tutto ciò ha generato in questi edifici un grande valore, una rara bellezza difficilmente catalogabile e dettata spesso dal caso o dalla contingenza: il nostro fine ultimo è quello di conservare e restituire tale ricchezza, non solo in termini di patrimonio documentario ma anche in termini di combinazione estetica.” Per contro le nuove architetture aspirano ad una certa continuità con la storia, non tanto in termini stilistici, quanto per la filosofia costruttiva e la sintassi compositiva, dominate da una aspirazione alla lunga durata e dalla disponibilità a consentire la trasformazione dell'uso delle opere nel tempo, senza che queste perdano la loro identità.