venerdì 9 gennaio 2026

Corso di storia dell'architettura: Duthilleul 1952

Duthilleul 1952














Jean-Marie Duthilleul infrastruttura, mobilità e ridefinizione dello spazio pubblico contemporaneo

1. Introduzione. Oltre l’architettura dell’oggetto: il progetto come sistema

Nel dibattito architettonico contemporaneo, la figura di Jean-Marie Duthilleul si colloca in una posizione teoricamente rilevante e metodologicamente singolare, poiché il suo lavoro mette radicalmente in discussione la centralità dell’edificio come unità fondamentale del progetto. La sua opera si sviluppa piuttosto nel campo dei sistemi spaziali complessi, in cui architettura, ingegneria e pianificazione urbana operano come discipline integrate all’interno di un unico paradigma progettuale. In questo senso, Duthilleul rappresenta una delle espressioni più compiute di un’architettura infrastrutturale che assume la mobilità, i flussi e l’intermodalità come materiali primari del progetto.

2. Formazione e matrice epistemologica: l’ibridazione tra architettura e ingegneria

La traiettoria intellettuale di Duthilleul è profondamente segnata da una formazione duplice, architettonica e ingegneristica, che costituisce la base epistemologica del suo approccio. L’educazione ricevuta all’École de Paris La Seine fornisce gli strumenti critici e compositivi propri della tradizione architettonica francese, mentre il percorso all’École Polytechnique e all’École des Ponts et Chaussées introduce una rigorosa cultura della struttura, del calcolo e dell’organizzazione dei sistemi complessi. Da questa ibridazione emerge una concezione del progetto in cui la forma architettonica non è mai autonoma, ma deriva direttamente dalla logica funzionale, strutturale ed energetica dell’opera.

3. Pianificazione urbana e prime riflessioni sulla modernità infrastrutturale

Già alla fine degli anni Settanta, Duthilleul manifesta un interesse precoce per i temi della pianificazione urbana e delle comunità pianificate, affrontando criticamente i modelli moderni di centralizzazione e zonizzazione funzionale. In questa fase emergono alcune costanti della sua riflessione: la relazione tra densità urbana e mobilità sociale, il ruolo delle infrastrutture nella costruzione delle diseguaglianze spaziali e la necessità di ripensare il rapporto tra città e sistemi di trasporto. L’infrastruttura viene progressivamente intesa non come supporto tecnico neutro, ma come dispositivo attivo di organizzazione dello spazio urbano e delle relazioni sociali.

4. La ferrovia come ossatura urbana: l’ingresso nelle SNCF

L’ingresso di Duthilleul nelle SNCF a metà degli anni Ottanta segna una svolta decisiva, consentendogli di confrontarsi direttamente con la scala infrastrutturale reale. In questo contesto, la ferrovia viene reinterpretata come struttura portante della città contemporanea, capace di generare nuove centralità e di ridefinire le gerarchie territoriali. La stazione ferroviaria cessa di essere un oggetto isolato o un semplice terminale tecnico e viene concepita come luogo urbano complesso, dotato di una propria autonomia spaziale e simbolica.

5. La stazione contemporanea come dispositivo urbano integrato

In collaborazione con Étienne Tricaud, Duthilleul elabora una teoria della stazione contemporanea che ne ridefinisce radicalmente il ruolo. La stazione viene intesa come dispositivo urbano aperto, attraversabile e permeabile, in cui la gestione dei flussi assume valore architettonico e urbano. I percorsi diventano spazi pubblici, l’intermodalità si trasforma in principio formale e la compresenza di funzioni diverse contribuisce alla costruzione di un luogo urbano vivo e continuo. Questa concezione supera sia la monumentalità ottocentesca sia il funzionalismo modernista, proponendo una nuova sintesi tra infrastruttura e città.

6. AREP: il progetto come ricerca applicata e governance territoriale

La fondazione di AREP rappresenta l’istituzionalizzazione di questo approccio teorico e operativo. AREP si configura come un’agenzia multidisciplinare in cui architettura, ingegneria, urbanistica e ricerca operano congiuntamente all’interno di un modello di governance infrastrutturale. La collocazione dell’agenzia come consociata delle SNCF consente di superare la tradizionale separazione tra progetto e gestione, permettendo a Duthilleul di sviluppare un’architettura profondamente radicata nei processi reali della mobilità e dello sviluppo urbano.

7. La dimensione internazionale: il caso della stazione di Seoul

Il concorso vinto per la stazione ad alta velocità di Seoul nel 1997 segna l’affermazione internazionale del metodo Duthilleul. In un contesto urbano caratterizzato da altissima densità e complessità infrastrutturale, il progetto dimostra come la stazione possa agire simultaneamente come nodo di scambio, spazio pubblico multilivello e catalizzatore di trasformazioni urbane. L’intervento conferma la capacità del modello AREP di adattarsi a contesti culturali e territoriali differenti, mantenendo una forte coerenza teorica.

8. Infrastruttura e metropoli: il contributo al Grand Paris

Nel quadro del progetto Grand Paris, Duthilleul assume un ruolo strategico nella definizione della relazione tra infrastruttura e forma metropolitana. Collaborando con figure come Jean Nouvel e Michel Cantal-Dupart, egli contribuisce a una visione in cui le reti di trasporto costituiscono l’ossatura primaria della metropoli policentrica. In questo contesto, la questione energetica, la sostenibilità e la gestione delle densità urbane emergono come elementi centrali del progetto infrastrutturale.

9. Campus, conoscenza e infrastruttura: Plan Campus

L’esperienza di Plan Campus consente a Duthilleul di estendere la sua riflessione al tema dell’infrastruttura della conoscenza. Il campus universitario viene interpretato come sistema urbano integrato, in cui mobilità, spazi pubblici e funzioni accademiche concorrono alla costruzione di un ambiente complesso e relazionale. Questa visione rafforza l’idea dell’architettura come strumento di organizzazione sociale e istituzionale, oltre che spaziale.

10. L’Agence Duthilleul e la maturità progettuale

Con la fondazione dell’Agence Duthilleul nel 2012, l’architetto avvia una fase di maggiore concentrazione progettuale, pur mantenendo il focus sulle infrastrutture complesse. In questa fase, l’attenzione alla qualità spaziale, alla luce naturale e al comfort ambientale si integra pienamente con la logica infrastrutturale, producendo un’architettura sempre più attenta all’esperienza dell’utente e alla dimensione sensoriale dello spazio.

11. Valutazione critica: l’architettura della responsabilità

Dal punto di vista critico, Jean-Marie Duthilleul rappresenta una delle figure più significative dell’architettura infrastrutturale contemporanea. La sua opera dimostra come le infrastrutture possano essere concepite come luoghi di urbanità e non come spazi residuali. In un contesto disciplinare spesso dominato dalla ricerca dell’iconicità, Duthilleul propone un’architettura della responsabilità, in cui il progetto si misura con la complessità dei sistemi reali e con le esigenze della collettività.

12. Conclusione. Dalla città degli edifici alla città delle reti

Il contributo di Jean-Marie Duthilleul può essere letto come uno dei passaggi chiave nel processo di transizione dalla città degli edifici alla città delle reti. Le sue infrastrutture non aspirano all’eccezione formale, ma costruiscono una normalità complessa, durevole e adattabile, in cui architettura e urbanistica tornano a svolgere un ruolo centrale nella costruzione dello spazio pubblico e della città contemporanea.