giovedì 10 luglio 2025

Corso di storia dell'architettura: Maki 1928

Fumihiko Maki  1928




















Fumihiko Maki (Tokyo, 6 settembre 1928) è un architetto giapponese.
Ha vinto il premio Wolf per le arti nel 1988 e il premio Pritzker nel 1993.
Ha studiato architettura all'Università di Tokyo dove si è laureato nel 1952. Fra i suoi professori figura Kenzō Tange. Prosegue la sua formazione negli Stati Uniti dove ottiene un Master alla Cranbrook Academy of Art (1953) e all'Università di Harvard (1954). Resta fino al 1965 negli Stati Uniti dove lavora presso gli studi di Skidmore, Owings & Merrill e di Sert Jackson & Associates. Oltre ai suoi maestri giapponesi ed americani, è stato fortemente influenzato dall'architettura europea, in particolare da Le Corbusier e dalla Scuola del Bauhaus di Walter Gropius. Nel 1965 torna a Tokyo dove apre lo studio Maki & Associates. È una piccola struttura che preferisce collaborare con gruppi più importanti a seconda della dimensione dei progetti. In contemporanea, insegna dal 1979 al 1989 all'Università di Tokyo e pubblica diverse opere. Nel 1993, Fumihiko Maki è il secondo architetto giapponese a ricevere il Premio Pritzker, considerato il Premio Nobel dell'Architettura. Il suo maestro Kenzō Tange lo aveva ricevuto nel 1987. Nel luglio 2003, Fumihiko Maki in collaborazione con Jean Nouvel (Francia) e Norman Foster (Regno Unito) viene scelto per progettare tre delle cinque torri del progetto di ricostruzione di Ground Zero sul luogo dove sorgeva il World Trade Center a New York. Il concorso è poi stato vinto dall'americano Daniel Libeskind. Nel 2004, ha vinto il concorso per l'ampliamento del palazzo dell'ONU a New York. In collaborazione con lo studio americano Skidmore, Owings & Merrill, realizzeranno un edificio per uffici alto 35 piani che verrà consegnato nel 2008 e costerà all'incirca 330 milioni di dollari americani. Il concorso, su inviti, era riservato ai vincitori del Premio Pritzker.
Fumihiko Maki sa inventare uno stile personale, risolutamente moderno ma rispettoso delle pulsioni naturali e delle singolarità della cultura giapponese. Si rifà spesso ai giochi a nascondino dei bambini e ai "luoghi di rifugio e di prospettiva" che permettono loro di vedere senza essere visti. Costruisce dei percorsi chiusi che portano a delle zone riparate che offrano una meta da raggiungere. Nella sua poetica sono ricorrenti i concetti di Ma, intervallo tra due luoghi, e di Oku, questi strati spaziali imbricati che dissimulano ma non nascondono completamente. Si oppone all'architettura manichea, totalmente opaca o totalmente trasparente che prolifera nelle città moderne. La sua architettura è fatta di calcestruzzo, di metallo e di vetro, ma sa anche integrare il mosaico, l'alluminio anodizzato ed il legno all'interno degli edifici. In Giappone dove le norme antisismiche sono molto rigide, sa anche giocare sulla leggerezza per rispettare questi vincoli. Segue progetti durante periodi inabituali per un architetto. Il migliore esempio è il progetto di una zona di abitazioni, uffici e negozi, l'Hillside Terrace Complex a Tokyo-Shibuya che ha portato avanti dalla prima fase nel 1969 alla quarta fase nel 1992.
Le costruzioni più rilevanti
    1960: Nagoya University Toyoda Memorial Hall Auditorium Higashiyama, Nagoya
    1962: Chiba University Memorial Auditorium
    1969: Hillside Terrace Complex-fase 1, Shibuya, Tokyo
    1971: Kanazawa Ward Office, Yokohama
    1973: Hillside Terrace Complex-fase 2, Shibuya, Tokyo
    1974: Tsukuba University Center for School of Arts & Physical Education Tsukuba, Ibaraki
    1977: Hillside Terrace Complex-fase 3, Shibuya, Tokyo
    1977: Kota Kinabaru Sports Complex and Park, Pool Sabah, Malaysia
    1978: Iwasaki Art Museum Ibusuki, Kagoshima
    1978: Sea Side Town, Kanazawa, Yokohama, Kanagawa
    1979: Royal Danish Embassy, Shibuya, Tokyo
    1981: Kyoto Craft Center, Kyōto
    1984: Fujisawa Municipal Gymnasium Fujisawa, Kanagawa
    1985: Tsukuba Expo '85 International Pavilions [Block A] Tsukuba, Ibaraki
    1985: West Plaza a Yokohama Central Station Yokohama, Kanagawa
    1985: Spiral, Tokyo
    1986: National Museum of Modern Art, Kyoto
    1987: Hillside Plaza Hall Shibuya, Tokyo
    1989: Toyama Shimin Plaza Musical Hall, Toyama
    1989: Makuhari Messe, Chiba
    1990: Tokyo Metropolitan Gymnasium Shibuya, Tokyo
    1992: Hillside Terrace Complex-fase 4, Shibuya, Tokyo
    1993: Yerba Buena Center for the Arts, California, USA
    1993: YKK R&D Center Sumida, Tokyo
    1994: Kirishima International Concert Hall, Makizono, Kagoshima
    1995: Isar Büropark, Monaco di Baviera, Germania
    1996: Floating Pavilion, Groninga, Paesi Bassi
    1997: Kaze-no-Oka Crematorium, Nakatsu, Ōita
    1998: Makuhari Messe II-North Hall, Chiba
    1999: Toyama International Conference Center, Toyama
    2001: Maki Solitare, Düsseldorf, Germania
    2002: Uffici TRIAD, negozi, Azumi, Nagano
    2002: Sede della Rolex, Tokyo
    2003: Yokohama I-land Tower: uffici e sala per mostre
Progetti in corso
    Estensione del Terminale marittimo di Hong-Kong
Nuovo edificio per la sede dell'ONU 
 
 

Il Museo Reinhard Ernst sarà dedicato all'esposizione di opere della vasta collezione d'arte raccolta dall'uomo d'affari Reinhard Ernst. La sua collezione si concentra sull'arte astratta tedesca ed europea del dopoguerra, sull'arte astratta giapponese e sull'espressionismo astratto americano. I lavori di costruzione del museo sono attualmente in pieno svolgimento. Progettato dall'architetto giapponese Fumihiko Maki, l'edificio è in costruzione nelle immediate vicinanze del Museo Wiesbaden. Quando sarà aperta, la casa presenterà mostre temporanee, ospiterà eventi pubblici e istruirà i bambini sull'arte. Oltre a un negozio del museo, il Museo Reinhard Ernst sarà caratterizzato da una caffetteria con posti a sedere all'aperto che si affaccia su Wilhelmstraße. Situato nel centro di Wiesbaden, il nuovo museo completerà l'asse culturale che include a breve distanza a piedi il cinema Murnau Filmtheater, il centro culturale Schlachthof, il RheinMain CongressCenter, il Museo statale dell'Assia, il centro d'arte contemporanea Nassauischer Kunstverein e il Literaturhaus Casa della letteratura Villa Clementine e Teatro di Stato dell'Assia.

 





Shenzhen Sea World Culture and Arts Center è stato progettato come nucleo culturale di uno sviluppo multiuso su larga scala (vendita al dettaglio, commerciale, residenziale) nell'area Sea World intrapreso dal nostro cliente, China Merchants Shekou Industrial Zone Holdings. Il sito occupa la parte sud-orientale della penisola di Shekou e si affaccia sull'oceano con splendide viste sulle montagne di Hong Kong. Nel 2011, Maki and Associates è stata invitata a disegnare il suo primo progetto in Cina. L'edificio ospita una varietà di funzioni culturali tra cui un museo, un teatro, una sala polifunzionale e una galleria d'arte privata, insieme a vari spazi commerciali affiliati culturalmente. La forma dell'edificio è costituita da un podio e un padiglione, con tre volumi sporgenti rispetto alle caratteristiche naturali della geografia, di fronte all'oceano a sud, al parco adiacente e alle montagne a nord. La circolazione scorre intorno agli atri interni, che sono tutti strettamente legati alle piazze esterne. Insieme, forniscono una vasta gamma di esperienze culturali al visitatore. Il parco si estende sul giardino pensile tramite due grandi scalinate, creando un'esperienza pubblica olistica appropriata per un centro culturale. 
 


 
 
È previsto che il municipio di Yokohama si trasferisca nel distretto di Minato-Mirai dal distretto di Kannai nel 2020 e la città ha recentemente annunciato che avrebbe riqualificato l'ex edificio e il sito circostante a Kannai. Per riprogettare il sito è stato selezionato un comitato composto da Mitsui Fudosan e da altre sette società partner. Il loro piano è quello di preservare ed evidenziare il design architettonico di grande valore dell'edificio esistente come un hotel unico. Inoltre, nelle vicinanze verrà costruito un nuovo complesso edilizio, con spazio riservato ad aziende nazionali e globali all'avanguardia, e una delle università con sede a Yokohama. Questo complesso fungerà da centro di innovazione aziendale, incluso il coworking e lo spazio per eventi, per supportare le startup e i driver dell'innovazione.

Corso di storia dell'architettura: Smithson 1928

Alison e Peter Smithson 1928








Alison Smithson (Sheffield, 1928 – Londra, 1993) e Peter Smithson (Stockton-on-Tees, 18 settembre 1923 – Londra, 3 marzo 2003) sono stati una coppia di architetti britannici che lavoravano in partenariato. Gli Smithson sono probabilmente considerabili i più importanti fra gli architetti di quella scuola britannica che il critico Reyner Banham definì New Brutalism. Lungo la loro carriera pubblicizzarono molto attivamente i loro lavori, il che contribuì a far loro assumere un alto profilo architettonico, forse sproporzionato rispetto alle relativamente poche realizzazioni. Peter e Alison Smithson si conobbero mentre erano studenti di architettura all'università di Durham e si sposarono nel 1949. La coppia lavorò per il dipartimento di architettura del London County Council prima di aprire uno studio in proprio nel 1950. I due cominciarono ad acquisire notorietà con il progetto della Hunstanton School di Norfolk, costruita fra il 1950 e il 1954. L'edificio utilizzava per la prima volta in maniera così intransigente, il linguaggio high modern di Ludwig Mies van der Rohe, a base di acciaio e vetro, ma completamente denudato, con superfici grezze e voluta mancanza di rifiniture. Nonostante al momento della sua costruzione l'edificio ricevesse un largo plauso da parte dei critici, in seguito esso non si dimostrò molto funzionale e subì nel tempo una serie di modifiche. A dispetto del successo della Hunstanton School e della continua originalità delle loro proposte a concorsi quali quelli della Cattedrale di Coventry e dell'Università di Sheffield, gli Smithsons ricevettero poche commissioni, decidendo comunque di disseminare le loro idee sull'estetica e la pianificazione urbana. I due cercarono altri modi per intervenire nel dibattito estetico a loro contemporaneo: espressero le loro idee con grande convinzione, scrissero manifesti e articoli, organizzarono mostre e conferenze, oltre a dedicarsi al design d'interni. Furono inoltre membri dell'Independent Group, un'associazione di artisti che contestava le tendenze moderniste, ponendo l'accento sulla pop-culture, sul consumismo e sull'industria culturale. La coppia partecipò alle mostre collettive Parallel of Life (1954) e This is Tomorrow (1956). Sempre nell'ambito della critica al modernismo, gli Smithson furono membri del cosiddetto Team 10, un gruppo di architetti che contestò vivacemente il linguaggio modernista di Gropius e Le Corbusier al CIAM di Aix-en-Provence del 1953. Mentre la generazione di architetti precedente aveva posto l'accento sulla separazione della città in zone differenti, con alte torri distanziate fra loro, il gruppo di contestatori richiedeva un maggior interesse verso l'interazione fra individui ed edifici, il superamento del dogma funzionalista e un'architettura più in contatto con la complessa dialettica dei centri urbani.
L'utopia abitativa e il suo fallimento
Fra le loro proposte architettoniche più note spiccano le «streets in the sky», strade nel cielo, un sistema di percorsi sopraelevati in cui il traffico veicolare e la circolazione pedonale erano rigorosamente separate, un tema che divenne molto popolare negli anni Sessanta. L'adozione di strade pedonali e altri accorgimenti avrebbe dovuto ricreare un senso di comunità all'interno dei complessi abitativi. Gli Smithson esplorarono il tema nel loro progetto di case popolari Golden Lane, ma ancora più profondamente nel controverso progetto dei Robin Hood Gardens, all'inizio degli anni Settanta. Si trattava di un complesso di case popolari di avanzata concezione che doveva sorgere a East London. Sfortunatamente per il duo di architetti il loro progetto per i Robin Hood Gardens fu afflitto da alti costi di costruzione, scadente esecuzione e, successivamente, da alti livelli di criminalità. Gli architetti furono aspramente criticati per la concezione brutalista che faceva somigliare le case a prigioni di calcestruzzo e per la scelta della location, un inattrattivo lotto all'imbocco del Blackwall Tunnel. Il critico Colin Amery scrisse che il complesso sembrava «riassumere tutto il peggio dell'architettura del XX secolo e delle politiche statali riguardo l'edilizia pubblica». Gli Smithson furono addirittura accusati di ipocrisia visto che vivevano in una casa vittoriana nell'elegante quartiere di Chelsea. Queste aspre polemiche contribuirono a svalutare la visione delle «streets in the sky» e anche la reputazione architettonica della coppia, tanto che, con l'eccezione del loro lavoro per l'università di Bath, non eseguirono più alcun progetto pubblico in Gran Bretagna, dedicandosi per lo più a lavori commissionati all'estero da privati ai quali Peter Smithson aggiungeva l'attività dell'insegnamento, è stato infatti visiting professor a Bath dal 1978 al 1990 e ha insegnato anche per l'Architectural Association School of Architecture.

Corso di storia dell'architettura: Doshi 1927

 Doshi 1927


 









Balkrishna Vithaldas Doshi (Pune, 26 agosto 1927) è un architetto indiano.
Dopo aver lavorato per quattro anni nel 1951-54 con Le Corbusier nello studio di Parigi, Doshi ritornò in patria per visionare da parte di Le Corbusier i maggiori lavori che ebbe in India, ad Ahmedabad e a Chandigarh. Aprì il suo studio, Vastu-Shilpa (progettazione ambientale), nel 1955. Doshi lavorò anche con un altro architetto Louis Kahn assieme a Anant Raje al progetto del campus dell'Indian Institute of Management ad Ahmedabad.
Nel 1958 fu membro alla Graham Foundation for Advanced Studies in the Fine Arts a Chicago, fondandovi nel 1962 la Scuola di Architettura (S.A).
Doshi ebbe inoltre un'importante attività didattica. Fondò diverse istituzioni indiane: la Scuola di Architettura di Ahmedabad nel 1962, fondò e diresse anche la School of Planning e il Centre for Environmental Planning and Technology nel 1972.
Fu inoltre membro di importanti istituzioni quali il Royal Institute of British Architects e l'Indian Institute of Architects.
Fu anche commissario del Premio Pritzker, dell'Indira Gandhi National Centre for Arts, e del Premio Aga Khan per l'Architettura.
Nel 2018 è diventato il primo architetto Indiano a ricevere il Premio Pritzker per l'architettura.
Riconoscimenti
Padma Shri, Government of India
Dottorato onorario dalla University of Pennsylvania.
Ordre des Arts et des Lettres in Francia 2011.
Premio Pritzker 2018
Opere principali
1979-1981 Sangath, studio di Doshi, Ahmedabad
1972 Centre for Environment and Planning Technology (CEPT), Ahmedabad
1962-74 Indian Institute of Management Bangalore
1980-1984 Gandhi Labor Institute ad Ahmedabad.
1989 National Institute of Fashion Technology, Delhi
1990 Amdavad ni Gufa, Ahmedabad

Corso di storia dell'architettura: Gregotti 1927

Gregotti 1927










Vittorio Gregotti (Novara, 10 agosto 1927 – Milano, 15 marzo 2020) è stato un architetto, urbanista e teorico dell'architettura italiano. Laureato in architettura al Politecnico di Milano, Gregotti ha insegnato architettura a Venezia, Milano e Palermo, e animato conferenze nelle università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton e Cambridge, tra le altre. La sua prima esperienza lavorativa la fa durante un soggiorno di sei mesi a Parigi nel 1947 dove presso l'importante studio dei fratelli Gustave, Claude e Auguste Perret, lavora per due settimane. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1952. Poi continua nel lavoro presso lo studio BBPR, considerando Ernesto Nathan Rogers il suo maestro. Nel 1951 firma insieme a Rogers la sua prima sala alla Triennale di Milano per poi sbarcare al CIAM di Londra. Come Aldo Rossi inizia la sua carriera collaborando con la storica rivista Casabella, diretta da Ernesto Nathan Rogers e di cui diverrà a sua volta direttore a partire dal 1982 fino al 1996. Negli anni '50 partecipa ad un seminario internazionale a Hoddesdon, dove ebbe modo di conoscere Le Corbusier, Ove Arup, Cornelis van Eesteren, Gropius, ma soprattutto il maestro dello stile liberty Henry van de Velde. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino (Architetti Associati). La sua opera si lega inizialmente a quei movimenti come il Neoliberty di reazione al Movimento moderno ed alla sua interpretazione italiana definita Razionalismo italiano, di questo genere l'esempio più significativo è il palazzo per uffici a Novara del 1960. Giungerà poi, a progettare una megastruttura architettonica per le università di Palermo (1969), di Firenze (1972) e della Calabria (1974). Gran premio internazionale alla 13ª Triennale di Milano nel 1964, Vittorio Gregotti è stato direttore delle arti visive alla Biennale di Venezia dal 1974 al 1976. Nel 1974 crea il suo studio professionale "Gregotti Associati International", che da allora ha realizzato opere in una ventina di paesi. Nel 1999, Gregotti Associati International ha fondato la società Global Project Development, specializzata in progettazione e sviluppo architettonico sostenibile per i paesi in boom turistico, con l'obiettivo di rispettare l'ambiente. Fu ideatore del controverso progetto del quartiere ZEN di Palermo, di cui anni dopo Massimiliano Fuksas proporrà la demolizione. Gregotti ha sempre dato la responsabilità del fallimento del progetto dello ZEN al fatto che non fosse mai stato ultimato a causa di infiltrazioni mafiose nella fase di appalto. È morto a 92 anni il 15 marzo 2020 a Milano, a seguito di una polmonite da COVID-19[4]. Il 2 novembre 2020 il suo nome è stato iscritto nel Famedio di Milano. Come architetto, Gregotti prese le distanze dalle teorie e dai modelli dominanti, ereditati dal movimento moderno, per trovare ispirazione nelle culture locali e regionali. Nei suoi progetti adotta un approccio volto a metterli in relazione con la storia del luogo e non a un'astrazione che mira alla sua riproducibilità in qualsiasi sito. Gli sono stati attribuiti diversi orientamenti nel suo lavoro. A volte è considerato legato ai nuovi razionalisti italiani, come Giorgio Grassi, riferendosi alle tesi di Jane Jacobs, Robert Venturi e Aldo Rossi, che avevano indotto un riorientamento della creazione architettonica in relazione ai dati del sito, questo già negli anni '60 e '70. L'interesse di questi teorici per la vita urbana e per la pianificazione urbana ha trovato un'eco nei successi dei membri della scuola del Ticino e di Tendenza - nome dato a questo gruppo di architetti storicisti. I valori ad esso attribuiti si basano su due principi anti-modernisti: da un lato, il rifiuto della tendenza universalizzante del razionalismo modernista e, dall'altro, il potenziamento delle fonti storiche, l'accoglienza delle tradizioni locali nelle logiche dei progetti e costruzione. Questi aspetti sono visibili sia nei progetti della sua agenzia, sia nella sua densa produzione bibliografica.