sabato 28 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Bohigas 1925

Bohigas 1925






Oriol Bohigas i Guardiola (Barcellona, 20 dicembre 1925) è un architetto e urbanista spagnolo. Bohigas è professore benemerito presso il Politecnico di Barcellona. Ha insegnato Composizione architettonica presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona, che ha diretto dal 1977 al 1980. È stato visiting professor presso numerose università. La vita professionale di Bohigas iniziò subito dopo gli studi, nel 1951. In quell'anno creò uno studio di progettazione insieme a Josep Martorell. L'inizio della carriera fu segnato dalla realizzazione di alcuni importanti progetti residenziali e di residence turistici che connoteranno l'intera carriera dell'architetto catalano. Nel 1961 David Mackay si unì allo studio e da allora la M/B arquits diventò MBM Arquitects, che tutt'oggi ha la reputazione di essere uno degli studi di architettura più importanti in Europa. L'ingresso di Mackay determinò una svolta nella attività professionale di Bohigas in quanto, da allora, lo studio cominciò a cimentarsi con la progettazione di edifici ad uso pubblico come ospedali, scuole, chiese, teatri e centri civici in tutta la Spagna, durante tutti gli anni sessanta e settanta. Tali esperienze hanno maturato la fama di Bohigas come grande architetto ed urbanista suffragata da svariati premi e da importanti incarichi come quello della direzione della Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona, che ha diretto dal 1977 al 1980 o come quello conferitogli dal comune di Barcellona di Soprintendente dei Servizi di Urbanistica (1980-1984). Negli anni ottanta la fama di Bogihas è cresciuta culminando con l'affidamento del progetto per la città olimpica di Barcellona e la direzione del coordinamento dei lavori per le Olimpiadi del 1992. A tale periodo è da ricollegare la riapertura di una spiaggia all'interno dell'area urbana di Barcellona con la profonda riqualificazione dell'ex area industriale di Barceloneta: è stato un intervento fondamentale per la vita dei cittadini, per il turismo e per l'ambiente di Barcellona. Da quel momento, Bohigas è stato annoverato tra i più importanti architetti ed urbanisti europei ed ha ricevuto importantissimi riconoscimenti come, nel 1999, il premio Città di Barcellona nonché la Medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects. Negli ultimi 45 anni, ha realizzato con il suo studio oltre cinquecento opere architettoniche e urbanistiche in Francia, Germania, Paesi Bassi, Brasile e Messico.
Bohigas in Italia
Bohigas ha realizzato alcuni interventi urbanistici anche in Italia. Nel 1999 ha realizzato il progetto iniziale, Portanuova 2000, di ricostruzione dell'area della seconda stazione ferroviaria di Pescara, collaborando con Franco Summa sul dibattito attorno la riqualificazione urbana, e nel 2003 ha elaborato il piano regolatore della città di Salerno e gli è stato affidato il progetto per il riassetto urbanistico del fronte mare di Mola di Bari e di diverse aree di Parma. Il 6 marzo 2008 ha presentato il nuovo progetto urbanistico, al Comune di Messina, per una promenade sulla costa tirrenica tra Mortelle e Tono.




venerdì 27 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Venturi 1925

Venturi 1925












Venturi

Venturi
Robert Charles Venturi Jr. (Filadelfia, 25 giugno 1925 – Filadelfia, 18 settembre 2018) è stato un architetto statunitense, tra i principali esponenti della corrente postmoderna.
Dopo la laurea conseguita all'Università di Princeton nel 1947, vi ottenne un master (M.F.A.). Dal 1950 al 1954 collaborò nello studio di Philadelphia di Oskar Stonorov. Venturi vinse poi una borsa di studio dell'Accademia Americana di Roma dove soggiornò dal 1954 al 1956. Collaborò con Eero Saarinen e Louis Kahn prima di aprire il proprio studio nel 1958. Nel 1964 si associò con John Rauch e qualche anno dopo sua moglie, Denise Scott Brown anch'essa architetto, entrò nello studio. Dopo che John Rauch abbandonò lo studio nel 1989, questo prende il nome di Venturi, Scott Brown & Associates.
Ha ottenuto il prestigioso Premio Pritzker nel 1991. Ha insegnato in numerose università come Yale, Princeton, Harvard, UCLA ed è accademico d'onore dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Ha costruito numerosi edifici, ma è soprattutto la sua opera teorica che ha avuto grande influenza.
Nel 1966 Venturi pubblicò il suo manifesto, Complessità e contraddizioni nell'architettura (Complexity and Contradiction in Architecture) che Vincent Scully nell'introduzione giudica come "probabilmente il più importante testo di architettura dal Vers une architecture di Le Corbusier, del 1923".
Il testo prende le mosse da una dichiarazione categorica: l'autore ama ed è fautore di una architettura complessa e contraddittoria.
La cultura contemporanea ha ormai accettato la contraddizione come condizione esistenziale, in ogni settore si manifesta l'impossibilità di giungere ad una sintesi omnicomprensiva e perfetta della realtà, persino la matematica sembra aver perso le proprie fondamenta razionali, come emerge dal teorema di incompletezza di Gödel (secondo il quale ogni sistema assiomatico sufficientemente completo è incoerente al proprio interno, presenta proposizioni indecidibili).
Nel contrapporsi alle esemplificazioni cui è giunto il Movimento Moderno (inteso ormai come pratica accettata e diffusa) il testo, se pur critico, si pone in una condizione di complementarità e di dialogo nei confronti dei maestri. Venturi pur rifiutando l'esemplificazione (less is more) va alla ricerca di elementi complessi e contraddittori anche all'interno delle opere prodotte dal Movimento Moderno, riconoscendo in tali contraddizioni il veicolo portatore di un sentimento poetico ed espressivo universale. Tale sentimento si manifesta da sempre, in ogni epoca, anche in architetture minori o spontanee, ed è l'espressione tipica di ogni fase di manierismo. Dal Cinquecento italiano, a Palladio o Borromini, fino a Sullivan e più recentemente ad Aalto, Le Corbusier e Kahn, l'autore cerca attraverso molti esempi di mostrare la propria idea di complessità e contraddizione in architettura.
Principali opere
    1962: Casa di Vanna Venturi a Chestnut Hill, Filadelfia, Pennsylvania
    1966-1968: Caserma dei vigili del fuoco a Columbus
    1970: Casa Trubek a Nantucket Island, Massachusetts
    1970: Casa Wislocki a Nantucket Island, Massachusetts
    1973: Casa Brant a Greenwich, Connecticut
    1973-1976: Ampliamento dell'Allen Art Museum a Oberlin (Ohio)
    1975: Casa per privati a Tucker Town (Bermuda)
    1975: Casa Tucker a Mount Kisco, New York
    1983: Padiglione Gordon Wu all'Università di Princeton, New Jersey
    1990: Ampliamento della National Gallery a Londra
   1992-1999: Hôtel du département de la Haute-Garonne a Tolosa (Francia) in collaborazione con Anderson/Schwartz Architects e Hermet-Blanc-Delagausie-Mommens/Atelier A4

giovedì 26 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Otto 1925

Otto 1925

 








Frei Paul Otto (Chemnitz, 31 maggio 1925 – Leonberg, 9 marzo 2015) è stato un architetto e ingegnere tedesco. Otto studiò e si laureò in architettura nel 1948 all'università di Berlino. Si dice che durante la guerra, per mancanza di materiali da costruzione e per la penuria degli alloggi, abbia cominciato a sperimentare grandi tende per il riparo. Dopo la guerra studiò brevemente negli Stati Uniti, dove conobbe le opere di grandi architetti come Erich Mendelsohn, Mies van der Rohe, Richard Neutra e Frank Lloyd Wright. Cominciò ad esercitare la professione di architetto in Germania nel 1952 aprendo lo studio a Berlino.
Creò il padiglione della musica ad una famosa esposizione di giardinaggio (Bundesgartenschau) a Stoccarda. Nel 1954 conseguì il dottorato in ingegneria per il tema delle costruzioni in tensostrutture: si tratta di membrane tese con struttura reticolare leggera, innovazioni che aprirono la strada allo studio delle superfici minime.
La carriera di Otto ricorda per certi versi gli esperimenti architettonici più completi di Buckminster Fuller: entrambi erano insegnanti all'Università di Washington a St. Louis verso la fine degli anni cinquanta; entrambi erano architetti importanti all'Expo di Montréal del 1967 ed entrambi erano interessati alle strutture reticolari nello spazio fratto tempo. Infine, tutt'e due sperimentarono tali strutture nelle costruzioni gonfiabili. Il loro lavoro va di molto oltre i metodi tradizionali di calcolo delle tensioni strutturali.
Otto ha fondato l'istituto per le strutture leggere (Institut für Leichte Flächentragwerke) all'Università di Stoccarda, che diresse dal 1964. I progetti più celebri che seguirono alle ricerche furono:
Nel 1984 ha attirato attenzione con un simposio internazionale tenutosi all'università tecnica di Vienna. All'importante manifestazione accademica hanno partecipato, tra gli altri, ospiti illustri come Justus Dahinden,(gesù) Dennis Sharp, Bruno Zevi, Jorge Glusberg, Otto Kapfinger, Paolo Soleri, Pierre Vago, Ernst Gisel e Ionel Schein.
Uno dei suoi progetti più recenti è stato il suo lavoro al padiglione giapponese dell'Expo 2000 di Hannover, dotato di una struttura di tetto fatta interamente da carta. Il 10 marzo 2015, un giorno dopo la sua morte avvenuta all'età di 89 anni, è stato insignito del Premio Pritzker, tra i massimi riconoscimenti in campo architettonico.

mercoledì 25 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Moore 1925

Moore 1925




Charles Willard Moore (31 ottobre 1925 - 13 dicembre, 1993) è stato un americano architetto , educatore, scrittore, Fellow della American Institute of Architects , e vincitore della AIA Gold Medal nel 1991. Egli viene spesso etichettato come il padre della " postmodernismo ". Il suo status di educatore era importante per una generazione di architetti americani che leggevano i suoi libri o studiavano con lui in una delle numerose università. Moore si è laureato presso l' Università del Michigan nel 1947, dove è stato uno dei migliori studenti della sua classe di laurea. Ha lavorato per diversi anni come architetto e ha prestato servizio nell'esercito, prima di passare a studiare con il professor Jean Labatut alla Princeton University , dove ha conseguito sia un master che un dottorato di ricerca (1957), uno dei primi americani a perseguire un tale corso di studi. Rimase per un altro anno come borsista post-dottorato , servendo come assistente didattico per Louis Kahn , l'architetto di Filadelfia che insegnava in uno studio di design. Mentre era lì ha incontrato Robert Venturi ei due sono diventati amici. Fu anche a Princeton che Moore sviluppò rapporti con gli altri studenti Donlyn Lyndon , William Turnbull, Jr. , Richard Peters e Hugh Hardy . Tutti sono rimasti amici per tutta la vita e aderenti a una visione dell'architettura come una ricerca gioiosa e umanistica che prometteva di rendere le persone più felici e più sane. Durante gli anni di Princeton, Moore progettò e costruì una casa per sua madre a Pebble Beach, in California , e lavorò durante le estati per l'architetto Wallace Holm della vicina Monterey . La tesi di laurea di Moore ha esplorato i modi per preservare e integrare le storiche abitazioni in mattoni di Monterey nel tessuto della città. La sua tesi di dottorato, "Acqua e architettura", era uno studio sull'importanza dell'acqua nel plasmare l'esperienza del luogo.  La dissertazione è significativa per essere stata uno dei primi pezzi della borsa di studio di architettura ad attingere al lavoro di Gaston Bachelard . Moore ha utilizzato parte del materiale nel suo libro successivo, The Poetics of Gardens. Nel 1959, Moore lasciò Princeton per assumere un posto di insegnante presso l' Università della California, a Berkeley . Lì ha collaborato con Donlyn Lyndon, William Turnbull, Jr. e Richard Whittaker per formare una nuova e influente azienda: MLTW. Sono stati tra i primi architetti americani a privilegiare i design contestuali - che si adattano bene al tessuto urbano di San Francisco - rispetto agli edifici modernisti aspri che erano estranei alla trama della città. Quando sono stati assunti per progettare un complesso condominiale innovativo e sensibile all'ambiente sulla costa nord, hanno applicato al progetto parte della loro sensibilità al "luogo". Sea Ranch divenne una delle opere più ammirate, influenti e amate della fine del ventesimo secolo. Moore è diventato presidente e professore di architettura a Berkeley in cinque anni. Il suo lavoro è stato presentato nella seminale mostra "Forty Under Forty" presso l'Architectural League di New York che ha stabilito i "Bianchi e i Grigi" come campi in competizione di designer d'avanguardia. Curato da Robert AM Stern , lo spettacolo alla fine è diventato un libro nel 1969. Quando Paul Rudolph si dimise dalla carica di Preside della Yale School of Architecture , una ricerca a livello nazionale si stabilì finalmente su Moore come suo successore nel 1965. Come ha osservato Stern nella sua storia della scuola, Moore era un leader energico anche se spesso controverso che riuscì a guidare il programma attraverso alcuni dei suoi anni più tumultuosi, ma anche creativi. Ha servito in quella capacità per cinque anni, lasciando nel 1970. Con Kent Bloomer , Moore ha fondato lo Yale Building Project nel 1967 per dimostrare la responsabilità sociale e demistificare il processo di costruzione per gli studenti del primo anno . [9] Ha anche spinto il presidente di Yale Kingman Brewster a indire un concorso per un nuovo edificio per la matematica nel campus storico. I risultati del concorso furono divisivi, poiché Moore era visto come un campione dell'architetto vincitore, Robert Venturi . Molti degli studenti di Moore divennero i principali architetti della generazione successiva, inclusi Mark Simon, Buzz Yudell, Gerald Allen, Liz Plater-Zyberk, Andres Duany, David Sellers e Turner Brooks. Un innovatore nella pratica che spesso ha tenuto "charettes" di design per ottenere informazioni dai clienti, Moore è stato anche pioniere di aziende multi-partner, "valigia" con i suoi ex studenti: Centerbrook Architects (Connecticut), Moore Ruble Yudell (Los Angeles) e Moore / Anderssen (Austin, Texas). I continui cambiamenti sono il risultato, in parte, del lungo viaggio di Moore in tutto il mondo e dei suoi spostamenti in California e poi ad Austin, in Texas . Mentre era a Yale Moore scrisse un utile libro di design residenziale: The Place of Houses . I clienti e i designer hanno amato il suo stile disinvolto e i bellissimi disegni, ma soprattutto il suo impegno per la "creazione di quadri". Con Donlyn Lyndon, Moore ha anche fondato la rivista Places a Berkeley per esporre idee sul genius loci . Ha continuato a scrivere saggi e libri per il resto della sua carriera, tra cui l'influente "You Have To Pay for the Public Life", in Perspecta, uno dei primi predittori dell'espansione suburbana e dell'ascesa del parco a tema in America. Nel 1975, Moore si trasferì all'Università della California, a Los Angeles, dove continuò a insegnare. Infine, nel 1985, è diventato il professore centenario di architettura O'Neil Ford presso l' Università del Texas ad Austin . Morì a casa di un attacco di cuore il 13 dicembre 1993. Uno dei suoi ultimi libri, Body, Memory and Architecture, non solo ha introdotto nuove idee psicologiche e antropologiche nella teoria del design, ma ha anche anticipato la rivoluzione odierna nelle neuroscienze e la teoria della "cognizione incarnata". Moore, che era gay, preferiva elementi di design audaci e colorati, tra cui sorprendenti combinazioni di colori, supergrafie, eclettismo stilistico e l'uso di materiali non tradizionali come plastica , film PET (alluminato) , piastrelle di platino e insegne al neon . Il suo lavoro spesso provoca eccitazione, sfida le norme e può tendere al kitsch . La sua residenza della metà degli anni '60 a New Haven, pubblicata su Playboy , presentava una doccia aperta e indipendente al centro della stanza, la cui acqua scorreva attraverso un gigantesco girasole. Anche la sua casa a Orinda, in California, era sibaritica, con un'edicola sopra il letto, un albero che cresceva all'interno attraverso il tetto e molta luce naturale. Non ha fatto mistero del suo amore per gli edifici vernacolari lungo le strade in luoghi come San Miguel Allende , Sunset Strip e Main Street a Disneyland . Il suo primo lavoro con MLTW è stato notato per l'invenzione di un vernacolo regionale della costa occidentale nell'architettura residenziale che presentava tetti a falde ripide, esterni in scandole e aree audaci di vetro, compresi i lucernari. Moore ei suoi partner hanno sempre citato l'influenza dei loro predecessori in California, in particolare i pionieri della Bay Area come Bernard Maybeck , William Wurster e Joseph Esherick . Un'intera scuola di designer della costa occidentale ha seguito il loro esempio nella progettazione di residenze in legno simili a capannoni per i loro nuovi clienti benestanti.Moore era anche sensibile alle esigenze dei clienti, costruendo una casa innovativa per un cieco e sua moglie e progettando diverse chiese. I suoi schemi di progettazione urbana erano adattati al contesto e alla storia, ei suoi libri sono pieni di studi sofisticati su cose come giardini rinascimentali, case georgiane inglesi e piazze italiane. I suoi viaggi erano sempre documentati da diapositive a colori, schizzi e souvenir, che esponeva in modo prominente nelle sue residenze. Piazza d'Italia (1978) di Moore , una piazza pubblica urbana a New Orleans , ha fatto un uso prolifico del suo esuberante vocabolario progettuale ed è spesso citata come l'archetipo del progetto postmoderno. Il suo lavoro universitario include l' Hood Museum of Art a Dartmouth, il Williams College Museum of Art a Williamstown, Massachusetts, la Haas School of Business presso l'Università della California, Berkeley, e il Faculty Club presso l'Università della California, Santa Barbara. Il Kresge College , presso l'UC Santa Cruz, (demolito nel 2020) era uno degli edifici residenziali più innovativi in America al momento della sua costruzione. Tali caratteristiche progettuali (dettagli storici, ornamento, trattamenti di fantasia, significati ironici) hanno reso Moore uno dei principali fautori dell'architettura postmoderna , insieme a Robert Venturi , Michael Graves , Stanley Tigerman e Charles Jencks .La Charles W. Moore Foundation è stata fondata nel 1997 ad Austin, in Texas, per preservare l'ultima casa e studio di Moore. I suoi programmi senza scopo di lucro includono residenze, conferenze, conferenze e la pubblicazione di PLACENOTES, una guida di viaggio. 

martedì 24 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Aymonino 1926

 Aymonino 1926






Carlo Aymonino (Roma, 18 luglio 1926 – Roma, 4 luglio 2010) è stato un architetto italiano. Carlo Aymonino nacque a Roma nel 1926. Grazie al sostegno di suo zio Marcello Piacentini fin da piccolo manifestò interessi verso l'architettura, imparando a disegnare scenografie per le feste familiari. Attraverso la conoscenza di Mario Mafai, Toti Scialoja, Roberto Melli, Renato Guttuso sviluppò anche la passione per l'arte. Si laureò in architettura alla "Sapienza" nel 1950. Fu docente presso le facoltà di architettura di Palermo (1967), Venezia (dal 1963 al 1981) e Roma (dove ricoprì l'incarico di ordinario di composizione architettonica tra il 1980 e il 1993). Fu, ancora, rettore dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia tra il 1974 e il 1979. Durante i primi anni di attività aderisce al Neorealismo, è in questo periodo che lavora ai progetti per la realizzazione della palazzina Tartaruga a Roma (1951-1954), con Ludovico Quaroni; per il quartiere Spine Bianche a Matera (1954-1957) e per il quartiere Tiburtino a Roma (1950-1954) con Ludovico Quaroni e Mario Ridolfi. Dal 1959 al 1964 ha diviso lo studio con il fratello Maurizio Aymonino. Già con la fine degli anni cinquanta la ricerca di Aymonino aspira a dare al progetto il ruolo di risolutore delle complessità e contraddizioni esistenti sia alla scala urbana, che negli stessi dettagli architettonici. Questa sua volontà ricompositiva della modernità diventa concreta con il progetto del complesso residenziale Monte Amiata del Gallaratese a Milano (1967-1972), progettato con la collaborazione del fratello Maurizio Aymonino, Alessandro De Rossi, Sachim Messarè, progetto che vede poi anche il contributo di Aldo Rossi. Il progetto del Gallaratese rappresenta il culmine della ricerca sui fondamenti della nuova scienza urbana, la risposta concreta alla ricerca teorica che stava sviluppando con Aldo Rossi. Nelle opere e nei progetti degli anni settanta la poetica di Aymonino si esprime seguendo un linguaggio che vede interagire le diversità tipologiche con rigore geometrico e cromatico. Degli anni settanta sono rispettivamente i progetti per l'Università di Firenze (1971), per l'Università della Calabria (1973), per il palazzo di Giustizia di Ferrara (1977-1984), il Campus scolastico superiore di Pesaro (1970-1984). Nel 1976 e nel 1985 è stato invitato a partecipare con le sue opere alla XIII e XV Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia. Dal 1981 al 1985 Aymonino ricopre la carica di assessore agli interventi sul centro storico del comune di Roma, dando via ad una serie di attività e di studi sulla città che segnano un momento di svolta nel modo di utilizzare e vivere il centro storico. Degli anni ottanta sono i progetti per l'edificio residenziale alla Giudecca a Venezia (1984), il centro residenziale e commerciale Benelli a Pesaro (1980-83), il complesso residenziale Tor Sapienza a Roma (1981-1982), il sistema di piazze al centro di Terni (1985), i sistemi polifunzionali a Scandicci (1989), a San Donà di Piave (199]), in via Ostiense a Roma (1991); tra i suoi ultimi progetti la copertura del Giardino Romano all'interno dei Musei Capitolini a Roma. Fu membro nazionale dell'Accademia nazionale di San Luca (dal 1976), di cui è stato presidente dal 1995 al 1996. Ha svolto, fino a pochissimi anni fa, l'attività professionale nel campo dell'architettura e dell'urbanistica con studio in Roma e Venezia. Nel 1999 vince la medaglia d'onore per meriti della scienza e della cultura del Ministero della pubblica istruzione; è stato decorato del premio Hononary Fellow rilasciato dal The American Institute of Architects nell'anno 2000. Ha esposto le sue opere d'architettura in numerose mostre tenutesi in Italia, Austria, Germania, Belgio, Brasile, Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina. Morì a Roma nella notte del 3 luglio 2010. Sepolto presso il cimitero monumentale di Torino, sulla sua lapide della tomba di famiglia ha chiesto fosse inscritto: «Carlo Aymonino, architetto e comunista». Carlo Aymonino ebbe un primo matrimonio con Ludovica Ripa di Meana con cui ebbe due figli, Aldo (a sua volta architetto) e Livia. Successivamente sposò Roberta Carlotto dalla quale ebbe una figlia, Silvia. Il suo terzo e ultimo matrimonio fu con Luciana Tissi dalla quale ebbe il suo quarto e più giovane figlio, Adriano.

lunedì 23 marzo 2026

Corso di storia dell'architettura: Stirling 1926

Stirling 1926

 










Sir James Stirling (Glasgow, 22 aprile 1926 – Londra, 25 giugno 1992) è stato un architetto britannico.
Fece parte del Royal Institute of British Architects, egli fu tra i più importanti ed influenti architetti della seconda metà del XX secolo. Egli è forse meglio conosciuto come uno di quei giovani architetti facenti parte di vari paesi, che dal 1950 in poi, misero in discussione e sovvertirono i precetti composizionali e teoretici del primo movimento moderno.
Lo sviluppo reinterpretativo talvolta agitato e modificato di quei precetti fu molto influenzato dal suo maestro, amico ed insegnante, l'importante teorico architettonico ed urbanista Colin Rowe - egli introdusse uno spirito eclettico che gli permise di scavare nell'intera storia dell'architettura per ricavarne una sorgente di ispirazione compositiva, partendo dall'antica Roma e dal Barocco, via via fino alle molte manifestazioni del periodo moderno, da Frank Lloyd Wright ad Alvar Aalto.
Il suo successo personale è garantito dalla sua abilità a incorporare questi sottili riferimenti enciclopedici, assieme ad una forma forte e muscolare, architettura molto decisa, gesti sicuri che hanno mirato a rivedere la forma urbana. Dopo aver prestato servizio militare durante la guerra, Stirling studiò architettura dal 1945 al 1950 all'Università di Liverpool, nella quale Rowe fu suo insegnante. Nel 1956 lui e James Gowan abbandonarono la loro posizione di assistenti con la firma di Lyons, Israel, and Ellis per mettere in pratica la ditta Stirling and Gowan.
Uno dei più conosciuti risultati di questa collaborazione fu la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Leicester (1959-63), notevole per il suo carattere tecnologico e geometrico, marcata dall'uso del disegno tridimensionale basato su Assonometria isometrica visto sia da sopra che da sotto. Nel 1963 Stirling e Gowan si separarono e nel 1971 Michael Wilford, che aveva lavorato nella ditta dal 1960 e poté essere la causa della loro rottura, persuase Stirling di fare di lui il suo partner e così fu fino alla morte di Stirling, sebbene egli si concentrasse nel far progredire il lavoro dal punto di vista manageriale e non avesse alcuna influenza nell'attività di disegno dell'ufficio; questa attività rimase sotto il suo controllo assistito da aiutanti che teneva sott'occhio.
Durante gli anni settanta, la firma architettonica di Stirling iniziò a cambiare così come la scala dei suoi progetti (forse sotto l'efficiente influenza manageriale di Wilford) si spostò dal piccolo e non molto pago di profitti al molto grande, e l'architettura di Stirling divenne molto più di stile neoclassico, sebbene rimase profondamente legata al proprio potente modernismo rivisitato. Ciò produsse un'ondata di progetti a larga scala, tre importanti progetti riguardanti musei in Germania (a Düsseldorf, Colonia, e Stoccarda). Questi progetti degli anni settanta lo mostrano all'apice del suo stile maturo.
Vincendo la competizione per il museo di Stoccarda - la Neue Staatsgalerie - egli caricò il proprio potente concetto di base con un largo numero di divertimenti architettonici e di allusioni decorative, che portò molti erroneamente a vederli come un esempio di postmodernismo - un'etichetta che poi attecchì ma che egli rifiutò. Nel 1981, vinse il premio Pritzker Prize. L'ultimo edificio completato mentre lui era ancora in vita fu la libreria nei Giardini della Biennale di Venezia (completato nel 1991).
Questo fu disegnato da Stirling e da Thomas Muirhead, che lo spinse ad un approccio più conservativo meno di soprassalto e più autocoscientemente modernista. La libreria di Venezia fu salutata dal critico Kenneth Frampton e altri come l'inizio di un nuovo, e potenzialmente molto importante avvio nel lavoro di Stirling - se egli non fosse improvvisamente morto, a causa di complicazioni post operatorie per un intervento di routine. Proprio poco prima di questo incidente a lui fu offerto il titolo di Cavaliere (nel 1992) che, come spirito ribelle, egli accettò con riluttanza affermando che "poteva essere d'aiuto per il lavoro".
Dopo la morte di Stirling nel 1992, Wilford prese il comando della ditta e gradualmente concluse i lavori che erano stati intrapresi e lasciati da Stirling incompleti. Vari edifici completati dopo questa data e spesso sommariamente attribuiti a Stirling, come l'università Statale di Musica e arte di Stoccarda, 1993-1994, o No 1 Poultry a Londra, furono infatti completate e costruite da Wilford e dai suoi assistenti. La pratica progettuale non esiste più e gli archivi completi dell'ufficio furono venduti al Centro canadese di Architettura di Montréal. Il Premio Stirling, Un premio annuale britannico per l'architettura è stato istituito nel 1996, e dedicato a questo famoso architetto.
La profondità culturale e la ricchezza del lavoro di Stirling attrassero l'attenzione di tutti i maggiori critici e teoretici del mondo, da Peter Eisenman a Charles Jencks, e la letteratura che esamina la sua architettura, pubblicata in ogni paese del mondo, è vasta. Per coloro seriamente interessati, il punto migliore da cui partire per approfondirne lo studio sono due libri pubblicati che descrivono il suo intero lavoro, che egli stesso supervisionò, aiutato da amici e collaboratori fidati. Questi due libri cronologicamente coprono ogni progetto e enfatizzano la visuale, con migliaia di fotografie, disegni e modelli riprodotti in modo molto curato.
Alcuni progetti
    1952 - Technical College di Poole
    1953 - Casa nella zona nord di Londra
    1955/58 - Appartamenti a Ham Common, (G.B.) (con J. Gowan)
    1956/58 - Casa nell'isola di Wight, (con J. Gowan)
    1957/59 - Trasformazione di una casa a Kensington, (G.B.) (con J. Gowan)
    1957/59 - Complesso residenziale a Preston, (G.B.) (con J. Gowan)
    1958/61 - Scuola di Camberwell, (G.B.) (con J. Gowan;
    1959 - Selwyn College, Cambridge, (G.B.) (con J. Gowan;
    1959/63 - Engineering Building dell'Università di Leicester, (G.B.) (con J. Gowan)
    1960/64 - Asilo infantile, Putney, (G.B.) (con J. Gowan)
    1960/64 - Casa per anziani, Blackheath, (G.B.) (con J. Gowan)
    1964/67 - Facoltà di Storia dell'Università di Cambridge
    1964/68 - Appartamenti a Camden Town
    1964/68 - Complesso residenziale all'Università di St. Andrews
    1966/71 - Queen's College, Oxford
    1967 - Complesso residenziale nella New Town di Runcorn
    1969 - Case Popolari a Lima, Perù
    1969/72 - Scuola per la formazione del personale della Olivetti, Haslemere
    1970 - Centro civico di Derby (concorso a inviti)
    1971 - Sede della British Olivetti, Milton Keynes (con M. Wilford)
    1971 - Centro artistico all'Università di St. Andrews (con M. Wilford;
    1975 - Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen, Düsseldorf (con M. Wilford; concorso)
    1975 - Wallraf-Richartz-Museum, Colonia (con M. Wilford; concorso ad inviti)
    1972/77 - Southgate Housing, Runcorn New Town, (con M. Wilford;
    1977/84 - Neue Staatsgalerie and Chamber Theatre, Stoccarda (con M. Wilford)
    1979/81 - School of Architecture, Rice University, Texas (con M. Wilford)
    1979/87 - Wissenschaftszentrum, Berlino (con M. Wilford)
    1979/84 - Arthur M.Sackler Museum, Harvard University (con M. Wilford; 1980/86 - Clore Gallery, Londra (con M. Wilford)
    1983/88 - Cornell Center for the Performing Arts, Ithaca (con M. Wilford; 1984/88 - Tate in the North, Liverpool (con M. Wilford)
    1986/92 - Headquarters for Braun AG, Melsugen, Germania (con M. Wilford);
    1991 - Kyoto Centre, Giappone (con M. Wilford; progetto)