lunedì 22 dicembre 2025
Corso di storia dell'architettura: Miralles Tagliabue 1955
domenica 21 dicembre 2025
Corso di storia dell'architettura: Cremonesi 1955
Cremonesi 1955
Il progetto è la ricostruzione dell'esistente stadio Rajko Mitic, a Belgrado. Il nuovo stadio è progettato per ospitare 50.000 spettatori ed è conforme al Regolamento UEFA per la 4a categoria. L'ambizione del progetto è creare un sistema integrato composto dallo stadio e altre strutture collegate in un'area urbana unica. L'obiettivo è quello di creare un quartiere accogliente con attraenti aree paesaggistiche aperte, nuovi impianti sportivi, aree commerciali e spazi pubblici per il tempo libero e le attività ricreative: un equilibrio tra shopping, sport e divertimento, facilmente accessibile con ogni forma di trasporto pubblico. Ciò è possibile grazie all'integrazione tra lo stadio, gli impianti sportivi e gli spazi commerciali come sistema polivalente. La strategia del progetto è quella di aggiungere attività generatrici di reddito che possano attrarre persone da tutta la città e prevedere un'area attraente, offrendo al cliente diverse esperienze: shopping, sport, intrattenimento, mangiare, guardare la partita. La caratteristica più innovativa è la Red Star Promenade, "The Ring". Una passerella interna rialzata che gira intorno al campo con una romantica vista su Belgrado. Il museo Red Star, i negozi dedicati alle squadre di calcio, le attività sportive / fitness indoor, il food court, la galleria dello shopping, immergeranno completamente i clienti nell'esperienza del marchio Red Star.La ricostruzione della facciata dello stadio mira a creare una nuova immagine e un forte aspetto contemporaneo, che seguirebbe l'esperienza monumentale che già esiste all'interno dello stadio. La facciata e il tetto sono stati trattati come parte della stessa copertura, a causa dell'inclinazione del terreno, il tetto della maggior parte dello stadio è visto anche dalla prospettiva umana. Una doppia pelle compone la facciata esterna: una parete chiara opaca come sfondo e su di essa, uno strato di alette metalliche che plasma la nuova immagine. Le alette di metallo sono un lato rosso e uno bianco e si attorcigliano su se stesse. Pur essendo elementi statici, grazie alla torsione e al doppio colore, la percezione complessiva è una facciata vibrante e dinamica.
Il progetto, ideato con Daniel Libeskind, prevede la riqualificazione di un'area situata a ridosso del centro storico di Brescia, adiacente al tribunale.
Il progetto collega il centro storico della città, il palazzo di giustizia, la stazione ferroviaria e la stazione del Metrobus, creando un vivace sistema all'aperto, caratterizzato dal punto di riferimento della nuova torre.
Il progetto di 18.000 mq prevede la realizzazione di una serie di edifici: un grattacielo polifunzionale di 16.000 mq ad uso misto, uffici e residenziale, con la base riservata alla sede dell'Editoriale Bresciana (Giornale di Brescia).
La torre EB è composta da due elementi principali: La torre (che si innalza per un'altezza di circa 90 metri), è composta da due prismi di vetro, separati dal nucleo portante, che ne segnano la forma con una fessura verticale: qui sono collocate le rendite dell'ufficio (dal livello 6 al livello 11) e le residenze (dal livello 12 al livello 22). Il basamento che media la scala della torre con il contesto circostante è anch'esso costituito da due volumi intersecati, coperti da tamponamenti metallici. Ospita gli spazi commerciali e gli uffici dell'Editoriale Bresciana tra il livello 1 e il livello 5. I due volumi sono circondati dal nuovo spazio pubblico, caratterizzato da aree pavimentate, aree verdi e spazi per il tempo libero. Il progetto definitivo e il relativo permesso di costruzione sono stati completati e presentati al cliente nel marzo 2008. La successiva crisi finanziaria globale ha bloccato il successivo sviluppo del progetto, che è stato quindi abbandonato dal cliente.
sabato 20 dicembre 2025
Corso di storia dell'architettura: SaNa 1956
il Museo del Louvre-Lens a Lens.
venerdì 19 dicembre 2025
Corso di storia dell'architettura: Boeri 1956
Stefano Boeri (Milano, 25 novembre 1956) è un architetto, urbanista, teorico dell'architettura, accademico e politico italiano. Figlio dell'architetta e designer Cini Boeri e del neurologo Renato Boeri, è fratello di Tito, economista, e Sandro, giornalista. Suo nonno è il senatore Giovanni Battista Boeri. Nel 1980 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano e consegue nel 1989 il dottorato di ricerca in Urbanistica all'Università IUAV di Venezia. Professore ordinario di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano, è visiting professor in varie università tra cui il Berlage Institute di Rotterdam, il Politecnico di Losanna, lo Strelka Institute di Mosca. Dal febbraio 2018 è il nuovo presidente della Triennale di Milano, carica della durata di quattro anni. Stefano Boeri pratica attività di ricerca e progettazione in architettura e urbanistica a livello internazionale. Dal 1999 al 2008 dirige a Milano Boeri Studio in partnership con Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra. Nel 2009 fonda Stefano Boeri Architetti, in partnership dal 2011 con Michele Brunello. I suoi lavori vengono esposti a livello internazionale, tra cui Biennale di Venezia, Nederlands Instituut Architectuur, IFA Institut Français d'Architecture in Paris, Arc-en-Rêve Centre d'Architecture Bordeaux, Tokyo Art Gallery, Biennale di Chengdu, Triennale di Milano, Beijing Design Week, Salone Internazionale del Mobile di Milano, il Kunst-Werke Institute for Contemporary Art di Berlino e il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris. Boeri ha sviluppato importanti progetti di riqualificazione di fronte-mare a livello europeo, tra i quali i porti di Marsiglia, Genova, Salonicco, Mitilene, Napoli, Trieste, La Maddalena. Ha realizzato considerevoli interventi di riqualificazione urbana e di interventi sulla città (Milano, Roma, Mosca, Pechino, San Paolo, Qingdao, Marsiglia, Astana, Venezia, Bolzano, Doha). Tra i suoi progetti più noti, il Bosco verticale nel quartiere Isola a Milano, due grattacieli di 100 e 80 metri le cui facciate accolgono una biodiversità floristica di oltre 11.000 tra alberi, arbusti e essenze vegetali. Le torri, nuovo modello di densificazione in altezza del verde nella città, contribuiscono a un significativo risparmio energetico, rigenerano l'ambiente e la biodiversità urbana senza implicare un'espansione della città nel territorio. Il Bosco Verticale ha ricevuto numerosi riconoscimenti, incluso l'International Highrise Award 2014 sponsorizzato dal Museo di Architettura di Francoforte e il CTBUH nel 2015, come miglior grattacielo del mondo, sponsorizzato al Council on Tall Building and Urban Habitat e dall'istituto di tecnologia di Chicago. Dopo questo primo esperimento di residenza sostenibile, lo studio ha recentemente vinto una gara a Losanna, Svizzera, per sviluppare questo modello con una nuova torre di 117 m, che ospiterà più di 100 alberi di cedro (si chiamerà infatti "Torre dei Cedri"), arbusti e piante per un'area totale di 3000 m2. L'inizio del lavori è stato fissato per il 2017. Boeri sta esportando ulteriormente il modello Bosco Verticale, che verrà concretizzato anche a Nanjing, Utrecht, Parigi e Eindhoven (in versione social housing). Nel 2013, in occasione di Marsiglia Capitale Europea della Cultura, viene inaugurata la Villa Méditerranée, il centro espositivo e di ricerca di 9.000 m² progettato da Boeri che si affaccia sul porto di Marsiglia ed è destinato a ospitare eventi culturali e di ricerca sui temi del Mediterraneo. Boeri progetta la Villa Méditerranée come luogo di incontro e fusione delle diverse identità presenti nel Mediterraneo, e pone il mare come spazio di riferimento, grazie alla darsena artificiale che offre allo spazio conferenze a 36 metri d'altezza la visione di una grande piazza d'acqua sottostante. Dal 2008 al 2010 Boeri fa parte con Richard Burdett, Jacques Herzog di Herzog & de Meuron e William MacDonough della consulta degli architetti dell'Expo 2015, incaricata della progettazione del concept masterplan per l'esposizione milanese. Nel 2010 Boeri vede concludersi l'ultimo grattacielo del quartier generale di RCS MediaGroup, di cui Boeri Studio cura l'intero masterplan di 90.000 m² in seguito alla vincita del concorso internazionale nel 2001. L'edificio A è un lungo edificio i cui 21.500 m² sono destinati a ospitare gli uffici della Rizzoli Libri. Il progetto vede la luce dalla demolizione del vecchio edificio Rizzoli, e le sue inflessioni sulla facciata creano un dialogo con il resto degli edifici già completati per la sede RCS (edificio C). Nel 2009, Boeri conclude la riconversione dell'ex Arsenale Militare della Maddalena, in Sardegna, realizzando una serie di nuovi spazi tra cui un centro congressi, spazi commerciali e un porticciolo nautico. Il progetto, inizialmente pensato per ospitare il G8 del 2009, poi spostato a L’Aquila dal governo Berlusconi, è stato completato in soli 18 mesi e poi sequestrato a seguito di uno scandalo legato a tangenti e appalti illegittimi. Il complesso è una combinazione di nuove costruzioni e conversioni di edifici esistenti, e comprende un centro congressi, due grandi spazi commerciali, una banchina per 700 imbarcazioni, tutti progettati e costruiti nel rigoroso rispetto del paesaggio naturale e seguendo rigidi principi di architettura sostenibile. La Casa del Mare, il centro congressi, è un prisma di vetro e basalto costruito a sbalzo sull'acqua. La grande sala conferenze è sospesa a 6 metri sull'acqua e guarda verso la Gallura. Il progetto interpreta il rapporto tra gli elementi naturali circostanti e le forme rigorose della tradizione dell'architettura militare italiana.
giovedì 18 dicembre 2025
Corso di storia dell'architettura: Chang 1956
Yung Ho Chang (Pechino, 1956) è un architetto e designer cinese naturalizzato statunitense. È docente di architettura presso il Massachusetts Institute of Technology, dove è stato a capo del Dipartimento di Architettura. Ha studiato presso il Nanjing Institute of Technology (oggi Southeast University) prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Nel 1984 ottenuto un master presso l'Università della California, Berkeley[3] e ha insegnato negli Stati Uniti per 15 anni prima di tornare a Pechino, dove ha fondato il primo studio di architettura privato della Cina, l'Atelier Feichang Jianzhu (FCJZ). Ha partecipato a numerose mostre internazionali di arte e architettura, tra le quali la Biennale di Venezia, cui ha preso parte cinque volte dal 2000. Dal 1999 al 2005 è stato direttore di dipartimento del Graduate Center of Architecture all'Università di Pechino; nel 2002 ha occupato la cattedra di Kenzo Tange a Harvard e nel 2004 quella di Elie Saarinen Chair all'Università del Michigan. Dal 2011 è membro della giuria del premio Pritzker.


























































