Wang Shu:
L'Architettura come Resistenza Culturale
Wang Shu, co-fondatore dell'Amateur Architecture Studio insieme a Lu Wenyu, occupa una posizione singolare nel panorama architettonico globale. La sua vittoria del Pritzker Prize nel 2012 ha sancito il riconoscimento di un metodo che rifiuta la "tabula rasa" tipica dell'urbanizzazione accelerata cinese, privilegiando una tettonica del recupero e della memoria.
1. La Filosofia dell'Amatorialità e la Critica alla Professione
Il nome dello studio, "Amateur Architecture", non indica mancanza di competenza, ma una critica verso l'architettura professionale "senza anima" e standardizzata. Per Wang Shu:
Artigianato vs. Industria: La pratica architettonica deve recuperare il contatto fisico con la materia. Il requisito imposto ai suoi studenti di praticare carpenteria e muratura serve a ricucire lo strappo tra progettazione teorica e sapere costruttivo (tekne).
Spontaneità: Il progetto deve lasciare spazio all'imprevisto e alla stratificazione storica, opponendosi alla precisione asettica dei software di modellazione parametrica.
2. Strategie Materiche: La Tecnica "Wapan"
Uno degli aspetti più distintivi dell'opera di Wang Shu è l'uso della tecnica Wapan, una tradizione costruttiva rurale dei territori dello Zhejiang.
Questa tecnica consiste nel costruire muri utilizzando detriti, pietre e frammenti di tegole di diverse dimensioni, originariamente nata come risposta rapida alle distruzioni provocate dai tifoni. Nel Museo di Ningbo, Wang Shu eleva questa tecnica a scala monumentale:
Recupero Ciclico: L'edificio diventa un archivio fisico della città, incorporando milioni di mattoni e tegole provenienti da villaggi demoliti.
Estetica del Frammento: Il muro non è più una superficie liscia, ma un collage materico che reagisce alla luce e agli agenti atmosferici, invecchiando con l'ambiente circostante.
3. Morfologia e Spazio: Il Dialogo con il Paesaggio
Il lavoro di Shu non si limita al materiale, ma reinterpreta la spazialità dei giardini tradizionali cinesi e del paesaggio Shan Shui (Montagna e Acqua).
Il Campus Xiangshan (Hangzhou): Qui l'architettura si piega alla topografia. La disposizione degli edifici e le aperture sono studiate per inquadrare il paesaggio, creando una continuità visiva tra interno ed esterno.
Proporzioni Tradizionali: Nonostante l'uso del cemento armato per le strutture portanti, la scala degli spazi richiama la domesticità e l'intimità del tessuto urbano storico, evitando la monumentalità alienante.
Sintesi delle Opere Cardine
| Opera | Elemento Innovativo | Impatto Culturale |
| Wenzheng College | Integrazione ipogea | Rispetto dello skyline naturale e del bacino idrico. |
| Museo di Ningbo | Facciata in detriti (Wapan) | Trasformazione dei rifiuti edilizi in memoria storica. |
| Vertical Courtyard | Tipologia a corte verticale | Reinterpretazione della Siheyuan in contesti ad alta densità. |
| Ceramic House | Sperimentazione materica | Ricerca sulla plasticità della ceramica in chiave contemporanea. |
"L'architettura non è solo una questione di forme, ma di come queste forme possano ospitare la vita e preservare l'identità di un luogo che rischia di scomparire."
Wang Shu continua a dimostrare che l'innovazione non risiede necessariamente nel "nuovo", ma nella capacità di riattivare il potenziale dormiente della tradizione.
Biografia
Wang Shu (Ürümqi, 11 aprile 1963) è un architetto e accademico cinese. È attualmente il preside della Scuola di architettura della China Academy of Art. Nel 2012, Wang è diventato il primo cittadino cinese a vincere il Premio Pritzker, il più importante riconoscimento al mondo di architettura.
Buddhist Institute Library (2011), Hangzhou












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