Archea 1964
Biografia
Archea Associati:La Tettonica del Paesaggio e il Progetto Integrale
Fondata a Firenze nel 1988, la realtà di Archea Associati rappresenta un unicum nel panorama architettonico contemporaneo italiano. Sebbene la struttura conti oggi oltre cento professionisti distribuiti tra Milano, Roma e Firenze, l’identità dello studio rimane saldamente ancorata a una visione artigianale e intellettuale della disciplina, dove la pratica professionale non è mai disgiunta dalla ricerca accademica e dall’editoria critica.
1. La Dimensione dell'Oltre-Scala
La cifra stilistica dei fondatori — Laura Andreini, Marco Casamonti, Giovanni Polazzi e Silvia Fabi — si manifesta in una singolare capacità di gestire la "complementarità delle scale". Per Archea, il progetto non è un compartimento stagno: esiste un filo rosso che lega il dettaglio grafico di una testata editoriale (come la rivista Area) alla macro-struttura urbana di uno stadio o di una torre.
Questa visione olistica trasforma l'architetto in un regista del paesaggio antropizzato. Non è un caso che i loro interessi spazino dal design industriale alla rigenerazione urbana: l'approccio è sempre tipologico, ovvero basato sulla comprensione profonda della funzione dell'edificio nel suo contesto storico e geografico.
2. La Materia come Linguaggio: Il Caso Antinori
Il progetto della Cantina Antinori nel Chianti Classico funge da manifesto della loro poetica. Qui, l'architettura si fa "geologia": l'edificio scompare all'interno della collina, ridefinendo il concetto di impatto ambientale non come sottrazione, ma come integrazione radicale.
L'uso dei materiali: La terracotta, il ferro, il cemento pigmentato non sono semplici rivestimenti, ma elementi tettonici che dialogano con la terra.
Il vuoto: La gestione della luce attraverso i grandi tagli circolari nel terreno dimostra come lo studio utilizzi il vuoto come materiale da costruzione.
3. Internazionalismo e Radici Territoriali
Mentre molte firme internazionali tendono a esportare un linguaggio standardizzato (il cosiddetto Starchitecture style), Archea sembra perseguire una strada diversa. Sia nelle opere cinesi (come il Li Ling World Ceramic Art City) che in quelle balcaniche (il Nuovo Stadio Nazionale di Tirana), lo studio opera una traduzione dei codici locali attraverso una lente contemporanea.
| Opera | Tema Critico | Impatto Urbano |
| Magazzino Vini (Trieste) | Riuso adattivo | Dialogo tra preesistenza storica e trasparenza moderna. |
| Grape Expo (Pechino) | Metafora organica | L'architettura come rappresentazione del ciclo naturale. |
| Stadio Nazionale (Tirana) | Funzione ibrida | Il superamento dell'impianto sportivo come isolotto chiuso, integrandolo nella vita cittadina. |
4. Il Ruolo della Didattica e della Critica
La presenza costante dei soci nelle cattedre di Progettazione di Genova e Firenze alimenta un circolo virtuoso tra teoria e prassi. La direzione di Area permette allo studio di mantenere un osservatorio privilegiato sull'architettura mondiale, evitando l'autoreferenzialità.
Per il lettore esigente, Archea non è solo un "erogatore di servizi" di progettazione, ma un laboratorio di pensiero che vede nel cantiere l'ultima fase di una riflessione filosofica sullo spazio abitato.
Conclusione: Verso una Nuova Urbanità
Le opere in corso, come la torre Forevergreen a Tirana o il recupero dell'Ex Cinema Astra a Firenze, confermano una tendenza verso una densità urbana che non rinuncia alla qualità estetica. La sfida di Archea rimane quella di coniugare la grande dimensione di uno studio internazionale con la precisione del dettaglio che ha radici nell'umanesimo toscano.


























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