martedì 18 giugno 2024

Corso di storia dell'architettura: Lezione 16 ART DECO

L'art déco (nome derivato per estrema sintesi dalla dicitura Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes, Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne, tenutasi a Parigi nel 1925 e perciò detto anche stile 1925) è stato un fenomeno del gusto che interessò sostanzialmente il periodo fra il 1919 e il 1930 in Europa, mentre in America, in particolare negli USA, si prolungò fino al 1940: riguardò le arti decorative, le arti visive, l'architettura e la moda.

 Porta d'ingresso della boutique Siégel all'Esposizione internationale delle arti decorative e industriali moderne di Parigi, 1925.
L'Expo parigina del 1925 vide trionfare, fra i molti espositori stranieri, la speciale raffinatezza francese in varie categorie merceologiche, dall'ebanisteria agli accessori di moda: Parigi restava il centro internazionale del buon gusto anche negli anni critici seguiti alla prima guerra mondiale. Ma l'art déco non nasceva con l'Esposizione, che fu semmai una sorta di rutilante rassegna di un fenomeno nella fase della sua tarda maturità, scaturito nella stessa Parigi intorno al 1910 ad opera di Paul Poiret, stilista dai molteplici interessi, rivolti alla completa riforma estetica dell'ambiente esistenziale moderno. Oltreoceano, gli Stati Uniti d'America aderirono più lentamente al déco, raccogliendone in un certo senso il testimone verso gli anni trenta, col caratteristico gusto per un modellato aerodinamico del cosiddetto Streamlining Modern, di cui furono artefici principalmente i designer Raymond Loewy, Henry Dreyfuss e Walter Dorwin Teague.
Parigi rimase in ogni caso il centro maggiore del design art déco, col mobilio di Jacques-Émile Ruhlmann che rinnovava i fasti dell'ebanisteria parigina fra Rococò e Stile Impero, con l'azienda di Süe et Mare, con i pannelli e i mobili modernistici di Eileen Gray, con il ferro battuto di Edgar Brandt e gli oggetti in metallo e le lacche di Jean Dunand, con i lavori in vetro di René Lalique e Maurice Marinot, con gli orologi e la gioielleria di Cartier, coi manifesti di Cassandre e Sepo.
Il termine "art déco" non ebbe un ampio uso fino a che quel gusto non fu rivalutato negli anni sessanta.
Il Chrysler Building di New York, uno degli edifici-simbolo dell'art déco
 
Varie e disparate le principali fonti di tale stile eclettico:
    Le prime opere della Wiener Werkstätte, fondata nel 1903, e soprattutto quelle di astratto geometrismo del principale esponente, Josef Hoffmann;
    Le arti "primitive", come quella africana, o antiche come l'egizia o l'azteca;
    La scultura e i vasi dell'antica Grecia, dei periodi geometrico e arcaico;
    Le ziggurat;
    Gli scenari e i costumi di Léon Bakst per i Balletti russi di Djagilev;
    Le forme cristalline e sfaccettate del Cubismo e del Futurismo;
    Le stridenti gamme dei colori del Fauvismo;
    Le forme severe del Neoclassicismo: Boullée, Schinkel;
    Motivi e forme di animali, il fogliame tropicale, i cristalli, i motivi solari e i getti d'acqua;
    Forme femminili "moderne", agili e atletiche;
    Tecnologia da "macchina del tempo" come la radio e i grattacieli;
    Innovazioni tecnologiche in campo automobilistico e aerodinamico;
    Industria della moda;
    Tutto ciò che riguarda il Jazz (Periodo: Hot Jazz e Swing).
Oltre a queste influenze, l'art déco è caratterizzata dall'uso di materiali come l'alluminio, l'acciaio inossidabile, lacca, legno intarsiato, pelle di squalo o di zebra. L'uso massiccio di forme a zigzag o a scacchi, e curve vaste (diverse da quelle sinuose dell'Art Nouveau), motivi a 'V' e a raggi solari. Alcuni di questi motivi erano usati per opere molto diverse fra loro, come ad esempio i motivi a forma di raggi solari: furono utilizzati per delle scarpe da donna, griglie per termosifoni, l'auditorium del Radio City Music Hall e la guglia del Chrysler Building. L'art déco fu uno stile sintetico, e al tempo stesso volumetricamente, aerodinamico, turgido e opulento, probabilmente in reazione all'austerità imposta dagli anni della prima guerra mondiale e della conseguente crisi economica. Fu peraltro uno stile molto popolare per gli interni dei cinematografi, e dei transatlantici come l'Île de France e il Normandie.
Alcuni storici considerano l'art déco come una forma popolare e alternativa del Modernismo o del Movimento Moderno in architettura. Di fatto, il Razionalismo italiano utilizzò alcuni elementi di questa espressione artistica frammisti a strutture razionali, soprattutto nelle nuove città costruite durante il regime fascista - in Italia e ancor di più nelle colonie (Dodecaneso, Libia, Eritrea, Etiopia) - dove riagganci alla tradizione locale ed un certo gusto dell'esotico ne furono il filo conduttore. Come esempi più significativi potremmo citare diversi palazzi di Rodi, che ne portano i segni più evidenti, mentre in città di nuova fondazione ma essenzialmente razionaliste, come Portolago, nell'isola greca di Lero, o Sabaudia in Italia se ne leggono solo accenni in alcuni edifici.
Arnaldo Dell'Ira - Lampada "a grattacielo", 1929
 
L'art déco cominciò a perdere lentamente campo in Occidente una volta raggiunta la produzione di massa. Cominciò a essere derisa perché si riteneva che fosse kitsch e che presentasse un'immagine falsa del lusso. Alla fine questo stile fu stroncato dall'austerità della seconda guerra mondiale.

L'"Art Déco Historic Districts" a Miami Beach, in Florida, è il luogo con la più alta concentrazione al mondo di architettura art Déco. Dalla Ocean Drive alla Collins Avenue, da Lincoln Rd. a Espanola Way, si possono ammirare hotels, appartamenti e altri edifici in questo stile costruiti tra 1923 e 1943.[2] In particolar modo, il frequente utilizzo di elementi tropicali all'interno delle decorazioni (come fenicotteri, palme e fiori), dei motivi nautici e delle tonalità pastello (come il giallo, il celeste, il lilla e il rosa) ha comunemente ribattezzato questo movimento, nel caso di Miami, Tropical Art Déco.

Corso di storia dell'architettura: Berlage 1856

Berlage 1856
 









Hendrik Petrus Berlage (Amsterdam, 21 febbraio 1856 – L'Aia, 12 agosto 1934) è stato un architetto olandese. Si forma al ETH di Zurigo, tra il 1875 e il 1878, dove studia sotto i discepoli diretti di Gottfried Semper, dai quali riceve un'educazione estremamente razionale e tipologica. Poi completa la sua formazione con un viaggio in Germania, Austria e in Italia dove passerà due anni. Al suo ritorno ad Amsterdam nel 1881, lavora con Petrus Cuypers, di circa trent'anni più anziano, già discepolo e corrispondente di Eugène Viollet-le-Duc. Nel 1883 partecipa al concorso per la Borsa di Amsterdam con un progetto realizzato in stile neogotico fiammingo ma anche derivato dall'architettura romanica, per la sua torre e i suoi elementi da struttura ecclesiastica. Nel 1895, benché arrivato quarto, riceve l'incarico e comincia a rimaneggiare il progetto che conoscerà quattro versioni. L'edificio verrà inaugurato nel 1903. Nel 1901 riceve l'incarico di redigere un piano urbanistico per Amsterdam Sud. Elabora un modello per una società urbana ideale, che verrà esposto per la prima volta nel 1910 nel suo libro Kunst en Maatschappi (Arte e società). Nel 1913 comincia a lavorare per la famiglia Kröller Müller e si trasferisce a L'Aia. Vi realizzerà una casa per la sua famiglia, la villa Berlage. Nello stesso periodo Ludwig Mies van der Rohe vive a L'Aia e i due diventano amici. Il museo municipale dell'Aia sarà il suo ultimo progetto ma non lo vedrà mai completato poiché il museo viene inaugurato nel 1935, un anno dopo la sua morte. Il progetto, pur confermando le esperienze precedenti e uno spiccato gusto per la simmetria, evidenzia l'influenza della scuola di Amsterdam avente la tendenza ad una irrequietezza delle forme.


Corso di storia dell'architettura: Sullivan 1856

 Sullivan (1856)





Louis Henry Sullivan (Boston, 3 settembre 1856 – Chicago, 1924) è stato un architetto statunitense. È considerato il padre del Movimento Moderno negli Stati Uniti d'America. Da molti è ritenuto il primo progettista dei moderni grattacieli, anche per l'influenza teorica e pratica che egli esercitò sulla Scuola di Chicago dove appunto nacquero questi nuovi edifici alla fine dell'Ottocento. Nel suo studio, che egli divise con Dankmar Adler, si formò Frank Lloyd Wright, ed è dove per alcuni nacque il concetto di architettura organica. Louis Sullivan era nato a Boston, studiò architettura al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Dopo una breve esperienza nello studio di Frank Furness a Filadelfia, dove ebbe modo di sperimentare lo stile gotico "orientalizzato" - caro allo stesso Furness, si trasferì a Chicago nel 1873 prendendo parte al boom edilizio creatosi in quella città dopo l'incendio del 1871. Qui lavorò dapprima nello studio William LeBaron Jenney, che era la personalità più emergente della nascente Scuola di Chicago, considerato come il primo progettista ad aver realizzato una struttura portante in acciaio; dopo aver studiato due anni a Parigi all'École des Beaux-Arts, nel 1880 divenne socio sempre a Chicago di Dankmar Adler, con il quale ebbe inizio il periodo più produttivo della sua vita di progettista. La loro prima opera fu l'Auditorium di Chicago del 1889 (dove Adler e Sullivan riservarono l'ultimo piano al loro studio), che Bruno Zevi definisce ”forse il massimo capolavoro della scuola richardsoniana”. Nel 1891 il Wainwright Building a St. Louis nello stato del Missouri, (spesso indicato come il primo grattacielo del mondo) e nel 1899 i magazzini Carson Pirie Scott, altra opera eccezionale, che ”fa di Sullivan” - sempre come dice Bruno Zevi - ”il profeta dell'architettura moderna”. La struttura d'acciaio permette edifici più alti con larghe finestre, il che significa più luce interna e più superficie di piano, più spazio architettonico agibile. I limiti tecnici delle strutture murarie tradizionali erano sempre stati un impedimento a più affrancate espressioni, ma adesso improvvisamente quegli ostacoli erano spariti e, i precedenti storici e gli stili, che avevano guidato l'architettura, erano posti in crisi da questa nuova libertà creativa legata a soluzioni tecnologiche prima sconosciute. Sullivan abbracciò per primo il cambiamento che derivava dall'uso della struttura d'acciaio, creando un linguaggio di forme che si adattavano alle nuove altezze, semplificando l'apparenza degli edifici attraverso l'uso di una decorazione semplificata ed eliminando gli stili storici. Introdusse un ornamento floreale inserito in bande verticali che enfatizzavano la verticalità delle costruzioni e relazionò la loro forma al loro scopo. È il famoso detto la forma segue la funzione che sarà una dei basamenti teorici del Funzionalismo e di riflesso del Movimento Moderno. Tutto ciò era rivoluzionario, architettonicamente affascinante, ma anche commercialmente affidabile e di successo. Dopo la rottura della società con Adler, avvenuta dopo il Guaranty Building, inizia per Sullivan un lento declino sia professionale che umano, dovuto in buona parte all'alcolismo di cui fu vittima. Le posizioni di Sullivan, rigorose e rivoluzionarie, ad un certo momento mal si adattano alle esigenze della società e lo portano all'isolamento. Non riesce più a realizzare grandi lavori, gli sono conferiti solo incarichi per piccole banche del Midwestern; scriverà libri e nel 1922 apparirà come critico del progetto vincitore di Raymond Hood per il Chicago Tribune. Una torre neogotica che Sullivan giudicherà come uno scandaloso pezzo di storicismo. Sullivan morirà a Chicago nel 1924. Sullivan è il primo architetto moderno americano. La composizione architettonica dei suoi edifici, semplificata, guidata dalla natura funzionale del tema e dalla tecnologia, anticipa temi e soluzioni del Movimento Moderno. Un'architettura regolata da necessità oggettive, che abbandoni l'ornamento. L'architettura di Sullivan ha comunque un grande fascino ed un disegno attento e "selezionato" che va dal particolare architettonico all'insieme. Tutto ciò è ben evidenziato nelle bande verticali del Wainwright Building, nell'esplosione Art Nouveau di ferro lavorato sull'entrata d'angolo dei magazzini Carson Pirie Scott, nei grifoni di terracotta della finestra circolare del Union Trust, nei bianchi angeli del Bayard Building, nell'eleganza complessiva delle tre parti in cui Sullivan divide il grattacielo (zona basamentale, parte intermedia e attico), così magistralmente esemplificati nel Buffalo, Guaranty Building.


Corso di storia dell'architettura: Holabird 1854

 Holabird (1854)





William Holabird (11 settembre 1854 ad Amenia , New York - 19 luglio 1923 a Evanston, Illinois ) è stato un architetto americano . Holabird era il figlio del generale Samuel B. Holabird e Mary Theodosia Grant.  Ha studiato all'Accademia militare degli Stati Uniti a West Point, ma si è dimesso e si è trasferito a Chicago , dove in seguito si è sposato. Ha lavorato nello studio di architettura di William Le Baron Jenney accanto a OC Simonds . Poco dopo aver ricevuto l'incarico di ampliare il cimitero di Graceland , Jenney lo passò ai suoi assistenti che, nel 1880, fondarono la ditta Holabird & Simonds per svolgere questo lavoro. Nel 1881, Martin Roche , che aveva lavorato anche nell'ufficio di Jenney, si unì a loro come terzo partner. Nel 1883 l'azienda fu ribattezzata Holabird & Roche dopo che Simonds lasciò per concentrarsi esclusivamente sul cimitero di Graceland e sulla progettazione del paesaggio. Insieme hanno contribuito con molte innovazioni all'architettura dell'epoca, specialmente in quella che oggi viene chiamata Chicago School . Hanno progettato diversi edifici influenti, tra cui il Marquette Building e il Gage Building . Quest'ultimo includeva una facciata progettata da Louis Sullivan ed è stato citato come punto di riferimento architettonico di Chicago nel 1962. William Holabird morì nel 1923 e Martin Roche morì nel 1927. Il figlio di Holabird, John, rilevò l'azienda con John Wellborn Root, Jr. , che fu ribattezzata Holabird & Root . La sorella di William, Agnes Holabird Von Kurowsky, era la madre di Agnes von Kurowsky .


Corso di storia dell'architettura: Burnham 1846

Burnham (1846)




Daniel Hudson Burnham (Henderson, 4 settembre 1846 – Heidelberg, 1º giugno 1912) è stato un architetto statunitense. Istruito al mestiere di architetto da William Le Baron Jenney, ben presto riesce ad accedere ad importanti incarichi. Pratico ed eccellente amministratore, trova nella figura poetica e versatile di John Wellborn "Root", il suo socio ideale. Insieme svolgono un ruolo importante nell'evoluzione della cosiddetta "Scuola di Chicago", realizzando alcune opere rilevanti per la sperimentazione delle nuove tecniche costruttive, anche in seguito al gravissimo incendio che nel 1871 aveva devastato Chicago. Fra le prime strutture in acciaio e vetro realizzate va ricordato il celeberrimo Flat Iron Building di New York del 1902. Questo grattacielo all'epoca risultava essere uno fra i più alti del mondo ed era molto caratteristico nella forma triangolare, che si adattava al lotto, conferendogli la tipica volumetria di un "flat-iron", un ferro da stiro per l'appunto. Altre realizzazioni molto importanti sono il Reliance Building ed il Monadnock Building (sempre a Chicago). Il Monadnock Building (1889-1891) risulta essere una curiosa inversione di tendenza in quanto è un edificio non più costruito con una gabbia metallica ma con una struttura portante in muratura, cosa che portò il piano terreno ad avere dei setti dello spessore di ben 2,40 metri). Dopo la morte di Root, avvenuta nel 1891, Burnham si dedica all'urbanistica aderendo allo stile neoclassicista europeo dell'École des Beaux-Arts divenendo uno dei principali esponenti del movimento americano City Beautiful. Nel 1909 elaborò così un piano urbanistico per Chicago. Nel 1893 organizzò i padiglioni americani alla Columbian World Exposition di Chicago con uno stile che fu aspramente criticato da molti, dal momento che furono presentate architetture lignee in stile neoclassico lavorate con stucco bianco, in assoluta controtendenza con quanto si faceva a Chicago in quel momento e soprattutto in antitesi a tutto quello che aveva prodotto lui stesso sino a quel momento. In questo stesso stile, Burnahm realizzò il progetto della Union Station di Washington.


Corso di storia dell'architettura: La Scuola di Chicago



https://youtu.be/exnjcHEj8D0?si=9KWwpNdahpJpW0-Q

La Scuola di Chicago

Si tratta di un movimento architettonico che ha avuto origine nella città statunitense nel tardo XIX secolo, noto per le sue innovazioni nel design e nella pratica architettonica. Questo movimento ha avuto un impatto significativo sullo sviluppo dell'architettura moderna negli Stati Uniti ma non solo. 

Lo spunto che dà vita a questo movimento è il tremendo incendio che nel 1871 aveva devastato Chicago. In particolare la ricostruzione investe le pregiate aree centrali, quelle del cosiddetto loop. Il desiderio di concentrare molte attività su una superficie edificabile relativamente modesta pone la necessità di creare strutture che si sviluppino in altezza. Le condizioni urbane affollate e la necessità di massimizzare lo spazio del centro città portano ad una spinta verso l'alto, con edifici di decine di piani.

Ma per fare ciò sono necessarie nuove modalità costruttive delle strutture e nuove modalità distributive dei singoli piani.

Le risposte date dai progettisti costituiscono alcuni dei principali elementi distintivi della nascente corrente architettonica che sarà definita Scuola di Chicago.


Vediamo le innovazioni strutturali e tecnologiche.

Principalmente esse sono: un uso ottimizzato del cemento armato ed un rivoluzionario sistema di incastro delle colonne in acciaio, che rendono possibile la costruzione di edifici più alti e più sicuri. 

In particolare l'uso del telaio in acciaio, permetterà la costruzione di edifici altissimi per l’epoca, che furono scherzosamente denominati skyscrapers cioè “grattacieli”. 

Innovazioni distributive interne.

Gli architetti della Scuola di Chicago introducono l'idea dei piani aperti, gli antenati dell’open space moderno, che permettono una maggiore flessibilità nello spazio interno degli edifici. Questo concetto influenza profondamente il design di uffici e grandi magazzini, consentendo una maggiore adattabilità e una migliore illuminazione naturale. In particolare la possibilità di usufruire di finestre con ampie vetrate orizzontale crea un nuovo modello di infisso, la cosiddetta finestra di Chicago, costituta da tre ante, due laterali più piccole apribili per l’areazione ed una centrale grandissima fissa per l’illuminazione.

La Scuola di Chicago ha lasciato un'eredità duratura nell'architettura moderna, influenzando molti degli stili e delle pratiche che caratterizzano ancora il design degli edifici di oggi.


Ecco alcuni dei principali architetti esponenti della Scuola di Chicago:


William Le Baron Jenney


William Le Baron Jenney (1832-1907). Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo sull'architettura americana, influenzando il design dei grattacieli e contribuendo allo sviluppo della moderna architettura urbana.

È considerato il "padre del grattacielo" per il suo contributo fondamentale alla tecnologia che ha reso possibile la costruzione di edifici alti.


Uno dei suoi progetti più famosi è l'Home Insurance Building a Chicago, completato nel 1885. Questo edificio è generalmente considerato il primo vero grattacielo del mondo. Jenney ha utilizzato una struttura di acciaio leggera e resistente per supportare la struttura dell'edificio, consentendo di superare le limitazioni delle costruzioni in muratura e di raggiungere altezze senza precedenti.

L'Home Insurance Building ha stabilito un nuovo standard per l'architettura urbana e ha ispirato numerosi altri grattacieli in tutto il mondo. Il lavoro di Jenney ha avuto un impatto duraturo sull'architettura americana e ha contribuito a definire il paesaggio urbano delle città moderne. 

Oltre all'Home Insurance Building, William Le Baron Jenney ha lavorato su diversi altri progetti significativi durante la sua carriera. Ecco alcuni esempi:



Manhattan Building (1889) situato a Chicago, che è stato uno dei primi grattacieli a utilizzare una struttura in acciaio rivestita però ancora da una facciata in terracotta. 


Second Leiter Building (1891) un edificio commerciale a Chicago, che utilizza un telaio in acciaio a vista. La struttura in acciaio è stata esposta all'esterno dell'edificio anziché essere nascosta dietro una facciata in muratura, dimostrando la sua efficacia e la sua estetica rivoluzionaria.

Fair Store (1893) è un grande magazzino a Chicago, noto per la sua facciata in ghisa decorativa. Questo edificio ha dimostrato l'uso creativo di materiali moderni e ha contribuito a definire l'aspetto commerciale della città.


Daniel Hudson Burnham

Daniel Hudson Burnham (1846 – 1912) si forma nello studio di William Le Baron Jenney, e ben presto riesce ad accedere ad importanti incarichi svolgendo un ruolo importante nell'evoluzione della cosiddetta "Scuola di Chicago", realizzando alcune opere rilevanti per la sperimentazione delle nuove tecniche costruttive.


Tra il 1889 ed il 1891 realizza a Chicago il Monadnock Building una curiosa inversione di tendenza in quanto è un edificio non più costruito con una gabbia metallica ma con una struttura portante in muratura, cosa che portò il piano terreno ad avere dei setti dello spessore di ben 2,40 metri. 


Nel 1891, Burnham si dedica all'urbanistica aderendo allo stile neoclassicista europeo dell'École des Beaux-Arts divenendo uno dei principali esponenti del movimento americano City Beautiful. Nel 1909 guidò la Commissione per la pianificazione di Chicago, che produsse un celebre Piano Urbanistico. Il Piano ebbe un impatto significativo sulla forma urbana di Chicago e successivamente venne imitato in molte altre città negli Stati Uniti.


Nel 1902 realizza a New York il celeberrimo Flat Iron Building. Questo grattacielo, fra le prime strutture in acciaio e vetro realizzate, all'epoca risultava essere uno fra i più alti del mondo ed era molto caratteristico nella forma planimetrica triangolare, che si adattava al lotto del terreno a disposizione, conferendogli la tipica volumetria di un "flat-iron", un ferro da stiro per l'appunto. 

William Holabird e Martin Roche

William Holabird (1854 - 1923) e Martin Roche (1853–1927) sono stati due importanti architetti americani. Formatisi anch’essi nello studio di William Le Baron Jenney, nel 1883, fondano la Holabird & Roche. Insieme hanno contribuito con molte innovazioni all'architettura dell'epoca, specialmente in quella che oggi viene chiamata Chicago School. 

Hanno progettato diversi edifici importanti, tra cui il nel 1899 il Marquette Building e il Gage Building. 

Quest'ultimo includeva una facciata progettata da Louis Sullivan destinata a diventare punto di riferimento architettonico di Chicago. 

Louis Henry Sullivan

Louis Henry Sullivan (1856 – 1924) è considerato unanimemente il padre del Movimento Moderno negli Stati Uniti d'America. Da molti è ritenuto il primo vero caposcuola dei moderni grattacieli, anche per l'influenza teorica e pratica che egli esercitò sulla Scuola di Chicago dove appunto nacquero questi nuovi edifici alla fine dell'Ottocento. Nel suo studio, che egli divise con Dankmar Adler, si formò Frank Lloyd Wright, il futuro padre dell’architettura organica. Louis Sullivan era nativo di Boston, e studiò architettura al Massachusetts Institute of Technology (MIT). Ma si trasferì a Chicago nel 1873 prendendo parte al boom edilizio creatosi in quella città dopo l'incendio del 1871. Qui lavorò dapprima nello studio di William LeBaron Jenney, che era la personalità più influente della nascente Scuola di Chicago. Dopo aver studiato due anni a Parigi all'École des Beaux-Arts, nel 1880 tornato negli USA divenne socio a Chicago di Dankmar Adler, con il quale ebbe inizio il periodo più produttivo della sua vita di progettista. 

Nel 1896 realizzano il Guaranty Building a Buffalo. 

Nel 1889 realizzano il loro capolavoro l'Auditorium di Chicago (dove Adler e Sullivan riservarono l'ultimo piano al loro studio).

Del 1891 è il Wainwright Building a St. Louis nello stato del Missouri.

Del 1899 i magazzini Carson Pirie Scott, altra opera eccezionale, che ”fa di Sullivan” - come dice il grande critico Bruno Zevi - ”il profeta dell'architettura moderna”. 
La struttura d'acciaio permette edifici più alti con larghe finestre, il che significa più luce interna e più superficie di piano, più spazio architettonico agibile. I limiti tecnici delle strutture murarie tradizionali erano sempre stati un impedimento a più affrancate espressioni, ma adesso improvvisamente quegli ostacoli erano spariti e, i precedenti storici e gli stili, che avevano guidato fino ad allora l'architettura, erano posti in crisi da questa nuova libertà creativa legata a soluzioni tecnologiche prima sconosciute. 

Di fatto l’architettura dell’epoca era centrata su una struttura muraria, magari anche molto articolata nella sua volumetria, ricoperta di elementi decorativi che si rifacevano agli stili storici del passato.
Sullivan abbracciò per primo il cambiamento che derivava dall'uso della struttura d'acciaio, creando un linguaggio di forme che si adattavano alle nuove altezze, semplificando l'apparenza degli edifici attraverso l'uso di una decorazione semplificata ed eliminando gli stili storici. Introdusse solo un ornamento floreale inserito in bande verticali che enfatizzavano la verticalità delle costruzioni e pose in relazione la loro forma al loro scopo. È il famoso detto “la forma segue la funzione” che sarà uno dei basamenti teorici del futuro movimento del cosiddetto Funzionalismo e, di riflesso, del cosiddetto Movimento Moderno. Tutto ciò era rivoluzionario, architettonicamente affascinante, ma anche commercialmente affidabile e di successo.
Sullivan è il primo architetto moderno americano. La composizione architettonica dei suoi edifici, semplificata, guidata dalla natura funzionale del tema e dalla tecnologia, anticipa temi e soluzioni del Movimento Moderno. Un'architettura regolata da necessità oggettive, che abbandoni l'ornamento.
L'architettura di Sullivan ha comunque un grande fascino visivo ed un disegno attento e "selezionato" che va dal particolare architettonico all'insieme. 

Tutto ciò è ben evidenziato nelle bande verticali del Wainwright Building, nell'esplosione Art Nouveau di ferro lavorato sull'entrata d'angolo dei magazzini Carson Pirie Scott, 

nell'eleganza complessiva delle tre parti in cui Sullivan divide il grattacielo (zona basamentale, parte intermedia e attico), così magistralmente esemplificati nel  Guaranty Building di Buffalo.