giovedì 10 luglio 2025

Corso di storia dell'architettura: Otto 1925

Otto 1925

 








Frei Paul Otto (Chemnitz, 31 maggio 1925 – Leonberg, 9 marzo 2015) è stato un architetto e ingegnere tedesco. Otto studiò e si laureò in architettura nel 1948 all'università di Berlino. Si dice che durante la guerra, per mancanza di materiali da costruzione e per la penuria degli alloggi, abbia cominciato a sperimentare grandi tende per il riparo. Dopo la guerra studiò brevemente negli Stati Uniti, dove conobbe le opere di grandi architetti come Erich Mendelsohn, Mies van der Rohe, Richard Neutra e Frank Lloyd Wright. Cominciò ad esercitare la professione di architetto in Germania nel 1952 aprendo lo studio a Berlino.
Creò il padiglione della musica ad una famosa esposizione di giardinaggio (Bundesgartenschau) a Stoccarda. Nel 1954 conseguì il dottorato in ingegneria per il tema delle costruzioni in tensostrutture: si tratta di membrane tese con struttura reticolare leggera, innovazioni che aprirono la strada allo studio delle superfici minime.
La carriera di Otto ricorda per certi versi gli esperimenti architettonici più completi di Buckminster Fuller: entrambi erano insegnanti all'Università di Washington a St. Louis verso la fine degli anni cinquanta; entrambi erano architetti importanti all'Expo di Montréal del 1967 ed entrambi erano interessati alle strutture reticolari nello spazio fratto tempo. Infine, tutt'e due sperimentarono tali strutture nelle costruzioni gonfiabili. Il loro lavoro va di molto oltre i metodi tradizionali di calcolo delle tensioni strutturali.
Otto ha fondato l'istituto per le strutture leggere (Institut für Leichte Flächentragwerke) all'Università di Stoccarda, che diresse dal 1964. I progetti più celebri che seguirono alle ricerche furono:
Nel 1984 ha attirato attenzione con un simposio internazionale tenutosi all'università tecnica di Vienna. All'importante manifestazione accademica hanno partecipato, tra gli altri, ospiti illustri come Justus Dahinden,(gesù) Dennis Sharp, Bruno Zevi, Jorge Glusberg, Otto Kapfinger, Paolo Soleri, Pierre Vago, Ernst Gisel e Ionel Schein.
Uno dei suoi progetti più recenti è stato il suo lavoro al padiglione giapponese dell'Expo 2000 di Hannover, dotato di una struttura di tetto fatta interamente da carta. Il 10 marzo 2015, un giorno dopo la sua morte avvenuta all'età di 89 anni, è stato insignito del Premio Pritzker, tra i massimi riconoscimenti in campo architettonico.

Corso di storia dell'architettura: Venturi 1925

Venturi 1925












Venturi

Venturi
Robert Charles Venturi Jr. (Filadelfia, 25 giugno 1925 – Filadelfia, 18 settembre 2018) è stato un architetto statunitense, tra i principali esponenti della corrente postmoderna.
Dopo la laurea conseguita all'Università di Princeton nel 1947, vi ottenne un master (M.F.A.). Dal 1950 al 1954 collaborò nello studio di Philadelphia di Oskar Stonorov. Venturi vinse poi una borsa di studio dell'Accademia Americana di Roma dove soggiornò dal 1954 al 1956. Collaborò con Eero Saarinen e Louis Kahn prima di aprire il proprio studio nel 1958. Nel 1964 si associò con John Rauch e qualche anno dopo sua moglie, Denise Scott Brown anch'essa architetto, entrò nello studio. Dopo che John Rauch abbandonò lo studio nel 1989, questo prende il nome di Venturi, Scott Brown & Associates.
Ha ottenuto il prestigioso Premio Pritzker nel 1991. Ha insegnato in numerose università come Yale, Princeton, Harvard, UCLA ed è accademico d'onore dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Ha costruito numerosi edifici, ma è soprattutto la sua opera teorica che ha avuto grande influenza.
Nel 1966 Venturi pubblicò il suo manifesto, Complessità e contraddizioni nell'architettura (Complexity and Contradiction in Architecture) che Vincent Scully nell'introduzione giudica come "probabilmente il più importante testo di architettura dal Vers une architecture di Le Corbusier, del 1923".
Il testo prende le mosse da una dichiarazione categorica: l'autore ama ed è fautore di una architettura complessa e contraddittoria.
La cultura contemporanea ha ormai accettato la contraddizione come condizione esistenziale, in ogni settore si manifesta l'impossibilità di giungere ad una sintesi omnicomprensiva e perfetta della realtà, persino la matematica sembra aver perso le proprie fondamenta razionali, come emerge dal teorema di incompletezza di Gödel (secondo il quale ogni sistema assiomatico sufficientemente completo è incoerente al proprio interno, presenta proposizioni indecidibili).
Nel contrapporsi alle esemplificazioni cui è giunto il Movimento Moderno (inteso ormai come pratica accettata e diffusa) il testo, se pur critico, si pone in una condizione di complementarità e di dialogo nei confronti dei maestri. Venturi pur rifiutando l'esemplificazione (less is more) va alla ricerca di elementi complessi e contraddittori anche all'interno delle opere prodotte dal Movimento Moderno, riconoscendo in tali contraddizioni il veicolo portatore di un sentimento poetico ed espressivo universale. Tale sentimento si manifesta da sempre, in ogni epoca, anche in architetture minori o spontanee, ed è l'espressione tipica di ogni fase di manierismo. Dal Cinquecento italiano, a Palladio o Borromini, fino a Sullivan e più recentemente ad Aalto, Le Corbusier e Kahn, l'autore cerca attraverso molti esempi di mostrare la propria idea di complessità e contraddizione in architettura.
Principali opere
    1962: Casa di Vanna Venturi a Chestnut Hill, Filadelfia, Pennsylvania
    1966-1968: Caserma dei vigili del fuoco a Columbus
    1970: Casa Trubek a Nantucket Island, Massachusetts
    1970: Casa Wislocki a Nantucket Island, Massachusetts
    1973: Casa Brant a Greenwich, Connecticut
    1973-1976: Ampliamento dell'Allen Art Museum a Oberlin (Ohio)
    1975: Casa per privati a Tucker Town (Bermuda)
    1975: Casa Tucker a Mount Kisco, New York
    1983: Padiglione Gordon Wu all'Università di Princeton, New Jersey
    1990: Ampliamento della National Gallery a Londra
   1992-1999: Hôtel du département de la Haute-Garonne a Tolosa (Francia) in collaborazione con Anderson/Schwartz Architects e Hermet-Blanc-Delagausie-Mommens/Atelier A4

Corso di storia dell'architettura: Bohigas 1925

Bohigas 1925






Oriol Bohigas i Guardiola (Barcellona, 20 dicembre 1925) è un architetto e urbanista spagnolo. Bohigas è professore benemerito presso il Politecnico di Barcellona. Ha insegnato Composizione architettonica presso la Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona, che ha diretto dal 1977 al 1980. È stato visiting professor presso numerose università. La vita professionale di Bohigas iniziò subito dopo gli studi, nel 1951. In quell'anno creò uno studio di progettazione insieme a Josep Martorell. L'inizio della carriera fu segnato dalla realizzazione di alcuni importanti progetti residenziali e di residence turistici che connoteranno l'intera carriera dell'architetto catalano. Nel 1961 David Mackay si unì allo studio e da allora la M/B arquits diventò MBM Arquitects, che tutt'oggi ha la reputazione di essere uno degli studi di architettura più importanti in Europa. L'ingresso di Mackay determinò una svolta nella attività professionale di Bohigas in quanto, da allora, lo studio cominciò a cimentarsi con la progettazione di edifici ad uso pubblico come ospedali, scuole, chiese, teatri e centri civici in tutta la Spagna, durante tutti gli anni sessanta e settanta. Tali esperienze hanno maturato la fama di Bohigas come grande architetto ed urbanista suffragata da svariati premi e da importanti incarichi come quello della direzione della Scuola Tecnica Superiore di Architettura di Barcellona, che ha diretto dal 1977 al 1980 o come quello conferitogli dal comune di Barcellona di Soprintendente dei Servizi di Urbanistica (1980-1984). Negli anni ottanta la fama di Bogihas è cresciuta culminando con l'affidamento del progetto per la città olimpica di Barcellona e la direzione del coordinamento dei lavori per le Olimpiadi del 1992. A tale periodo è da ricollegare la riapertura di una spiaggia all'interno dell'area urbana di Barcellona con la profonda riqualificazione dell'ex area industriale di Barceloneta: è stato un intervento fondamentale per la vita dei cittadini, per il turismo e per l'ambiente di Barcellona. Da quel momento, Bohigas è stato annoverato tra i più importanti architetti ed urbanisti europei ed ha ricevuto importantissimi riconoscimenti come, nel 1999, il premio Città di Barcellona nonché la Medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects. Negli ultimi 45 anni, ha realizzato con il suo studio oltre cinquecento opere architettoniche e urbanistiche in Francia, Germania, Paesi Bassi, Brasile e Messico.
Bohigas in Italia
Bohigas ha realizzato alcuni interventi urbanistici anche in Italia. Nel 1999 ha realizzato il progetto iniziale, Portanuova 2000, di ricostruzione dell'area della seconda stazione ferroviaria di Pescara, collaborando con Franco Summa sul dibattito attorno la riqualificazione urbana, e nel 2003 ha elaborato il piano regolatore della città di Salerno e gli è stato affidato il progetto per il riassetto urbanistico del fronte mare di Mola di Bari e di diverse aree di Parma. Il 6 marzo 2008 ha presentato il nuovo progetto urbanistico, al Comune di Messina, per una promenade sulla costa tirrenica tra Mortelle e Tono.




Corso di storia dell'architettura: Gabetti & Isola 1925

Gabetti & Isola 1925










Roberto Gabetti (Torino, 29 novembre 1925 – Torino, 5 dicembre 2000) è stato un architetto e professore universitario italiano. Si laureò in Architettura presso il Politecnico di Torino con Giovanni Muzio nel 1949. Per cinquant'anni fu docente presso il medesimo Politecnico prima come assistente di Scienza delle costruzioni (dal 1950), poi "aiuto" e assistente alla cattedra di Carlo Mollino (dal 1953) e quindi ordinario di Composizione architettonica (dal 1967). Alla riforma dei modelli formativi e delle strutture della scuola torinese (come la Biblioteca centrale d'Architettura, di cui rimane Direttore sino al 1986), è dedicata una parte importante del suo impegno di insegnante e studioso. Precoce fu l'inizio della sua attività progettuale. Insieme a Aimaro Oreglia d'Isola aprì uno studio d'architettura in Via Sacchi a Torino. Tra le prime opere: la Borsa Valori (Torino) e la Bottega di Erasmo (Torino, 1957 - 1959). Fu il fondatore del neoliberty, attivo in una accesa polemica che porta all'attenzione internazionale l'architettura italiana e la sua presunta fuoriuscita dal Movimento Moderno. L'attività dello Studio Gabetti e Isola proseguì intensamente nei decenni successivi con una particolare attenzione alle sperimentazioni tecnologiche e con indifferenza ai pregiudizi ideologici e figurativi caratteristici di un'intera generazione. Nel 1968 progetta, assieme a Isola, l'Unità residenziale Ovest di Ivrea. Nel 1977 la rivista Controspazio dedicò un numero monografico alle opere dei due architetti torinesi che, per lo più costruite in Piemonte, avevano acquistato fama in Italia e all'estero. Numerose monografie e due esposizioni nel 1996, presso la Basilica Palladiana di Vicenza e l'Institut français d'architecture di Parigi, consacrarono uno dei percorsi progettuali più originali della cultura italiana del secondo dopoguerra. 


Corso di storia dell'architettura: Fehn 1924

Fehn 1924

Fehn













Sverre Fehn (Kongsberg, 14 agosto 1924 – Oslo, 23 febbraio 2009) è stato un architetto norvegese.
Ha studiato alla Scuola di architettura di Oslo dove si è laureato nel 1949. Nel 1950 Sverre Fehn assieme al suo professore Arne Korsmo e ad altri architetti norvegesi della sua generazione, Christian Norberg-Schulz, Peter Andreas Munch Mellbye, Geir Grung, Odd Østbye, Håkon Mjelva e Robert Esdaile e all'architetto danese Jørn Utzon, fonda il gruppo PAGON (Gruppo degli Architetti Progressisti di Oslo Norvegia) che era il ramo norvegese dei CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna).
Il loro intento era progettare un'architettura fondata sui principi del Movimento Moderno, ma espressa con i materiali ed il linguaggio della loro regione e del loro tempo. Il gruppo sarà attivo fino al 1956. Dal 1952 al 1953 viaggia per il Marocco dove scopre e studia l'architettura primitiva, che influenzerà profondamente la sua opera. Si trasferisce poi a Parigi, dove lavora per due anni presso lo studio di Jean Prouvé, grazie al quale incontra Le Corbusier. Al suo ritorno in Norvegia nel 1954 apre il proprio studio.
Nel 1962 realizza il Padiglione dei Paesi scandinavi nei Giardini della Biennale di Venezia a seguito della vittoria di un concorso per la costruzione di tale edificio. Dal 1967 al 1979 progetta il Museo della Cattedrale di Hamar. Insegna presso la Scuola di architettura di Oslo dal 1971 al 1991 e inoltre è professore onorario presso diverse facoltà di architettura in Europa e negli Stati Uniti. Ha realizzato numerosi musei ma ha anche progettato diverse case private, come la Casa Schreiner a Oslo (1963) e la Casa Busk a Bamble (1990).
La maggior parte delle sue opere si trovano in Norvegia. Benché abbia vinto un gran numero di concorsi, pochi dei suoi progetti sono stati effettivamente costruiti. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui la Medaglia d'Oro Heinrich Tessenow, il Premio Pritzker, ambedue nel 1997, e il Premio Culturale del Consiglio Norvegese (1998). In quest'occasione è stata realizzata in Italia un mostra retrospettiva del suo lavoro nella Basilica Palladiana di Vicenza e l'editrice Electa ha pubblicato una sua monografia.

Principali opere realizzate
Casa per anziani di Økern a Oslo (1955), in collaborazione con Geir Grung;
Padiglione della Norvegia all'Esposizione Internazionale di Bruxelles (1958);
Padiglione dei Paesi Scandinavi alla Biennale di Venezia (1962);
Museo dell'Hedmark di Hamar (1975);
Scuola Skådalen per maludenti a Oslo (1971-77);
Mostra dei Soldati Cinesi a Hovikodden (1972);
Casa Brick a Bærum (1986);
Casa Kise a Skien (1987-90);
Casa Busk a Bamble (1990);
Museo dei Ghiacciai a Fjærland (1991);
Casa Eco a Norrköping in Svezia (1991-92);
Museo di Aukrust a Alvdal (1995);
Centro di Ricerca del Museo dei Ghiacciai a Fjærland (1995);
Centro Ivar Aasen a Ørsta (2000);
Museo della Fotografia a Horten (2001);
Ampliamento del Museo dell'Hedmark di Hamar (di cui è anche autore) (2005);

Padiglione espositivo per il Museo Norvegese di Architettura a Oslo (2008)